Cassazione Penale, Sentenza n. 23845/2022 del 21/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di riesame che aveva confermato il sequestro probatorio di locali e materiale depositati presso la sua officina, deducendo due motivi: 1) violazione di legge per presunta perdita di efficacia del decreto di sequestro a causa del mancato rispetto del termine di trasmissione degli atti dal giudice procedente al Tribunale per il riesame (si invocava la perentorietà del termine di uno o cinque giorni e l'esigenza di rispettare i termini per la comunicazione dell'udienza); 2) vizio di motivazione e violazione di legge in ordine al fumus commissi delicti, sostenendo che i materiali ritrovati erano mero deposito temporaneo di scarti dell'attivita dell'officina, di carattere occasionale e non offensivo per l'ambiente, con assenza di organizzazione e di dati quantitativi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza sulla perdita di efficacia del sequestro, confermando il principio consolidato secondo cui, in materia di riesame di misure reali, non si applica il termine perentorio di trasmissione previsto dall'art. 309 c.p.p. per altri casi; il termine rilevante resta quello di cui all'art. 324 c.p.p., di natura ordinatoria, e il termine perentorio di dieci giorni per la decisione decorre dal momento in cui il tribunale ritiene completa l'acquisizione degli atti. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse motivato in modo analitico e adeguato la sussistenza del fumus del reato ai sensi dell'art. 256 d.lgs. 152/2006, richiamando elementi probatori concreti (documentazione fotografica, luogo del rinvenimento nell'officina, presenza di rifiuti con codici CER 160117, 160107 e filtri esausti con codici 1302 e seguenti, e l'assenza di registro rifiuti regolarmente compilato). La Corte ha altresi ricordato che oli esausti e liquidi di batterie sono rifiuti pericolosi. Conseguentemente il ricorso e stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e a versare alla cassa delle ammende la somma di euro 3000.
Norme richiamate
art. 256 e art. 256-bis d.lgs. n.152/2006
La Corte ha ritenuto che la fattispecie di deposito incontrollato di rifiuti, anche pericolosi, possa ricorrere ove si riscontri il deposito di rifiuti pericolosi (es. oli esausti, liquidi di batterie, filtri) presso l'officina del titolare dell'impresa; la presenza dei codici CER e l'assenza di registro rifiuti supportano il fumus.
art. 324 c.p.p. (commi 3 e 7)
Il termine previsto dall'art. 324 per la trasmissione degli atti al tribunale per il riesame ha natura ordinatoria; in caso di trasmissione frazionata il termine perentorio di dieci giorni per la decisione decorre dal momento in cui il tribunale ritiene completa l'acquisizione degli atti.
art. 309 c.p.p. (commi 5, 9 e 10)
La Corte ha osservato che il termine perentorio di cinque giorni previsto dall'art. 309, comma 5, non trova applicazione automatica al riesame delle misure reali e che il richiamo del comma 10 all'art. 324 non comporta la perentorietà invocata dal ricorrente, richiamando la giurisprudenza di legittimità (Sez. U, Capasso).
art. 125 c.p.p. e art. 606 c.p.p. comma 1 lett. c
In sede di ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro e' ammessa la censura per violazione di legge e per vizi della motivazione cosi gravi da rendere incomprensibile l'itinerario logico del giudice; la Corte richiede vizi di legge o carenze motivazionali rilevanti per ammettere il ricorso.
legge n. 47/2015
La Corte ha richiamato la novella ma confermato il principio interpretativo consolidato secondo cui la modifica non ha comportato l'applicazione automatica del termine perentorio di trasmissione previsto per altre fattispecie al riesame delle misure reali.
legge n. 332/1995, art. 16
Richiamata dal ricorrente in relazione all'esigenza di terminare celermente il procedimento, la Corte ha comunque ritenuto che tale richiamo non incidesse sulla natura ordinatoria del termine previsto dall'art. 324 c.p.p.
Massime di principio
- Un ritardo nella trasmissione degli atti al tribunale per il riesame non determina automaticamente l'inefficacia del sequestro: il termine perentorio di decisione decorre dal momento in cui il tribunale ritiene completa l'acquisizione degli atti.
- In cassazione avverso ordinanze di sequestro la difesa deve prospettare violazioni di legge o vizi motivazionali gravi e specifici; argomentazioni meramente fattuali o generiche sulla qualita del deposito rischiano di essere ritenute inammissibili.
- Il deposito temporaneo legittimo ha requisiti stringenti: raggruppamento preliminare in vista della raccolta e smaltimento entro termini e limiti volumetrici, nel luogo di produzione o in luogo a questo funzionalmente collegato, nella disponibilita del produttore e con presidi di sicurezza adeguati; in loro assenza il deposito puo' integrare reato.
- Oli esausti, filtri di olio e liquidi di batterie sono qualificati come rifiuti pericolosi: la loro presenza, specie se identificata con codici CER e non accompagnata da registro rifiuti o da misure di gestione, rafforza la sussistenza del fumus commissi delicti.
- I titolari di impresa devono tenere registri e documentazione di smaltimento, adottare presidi di sicurezza e provvedere a smaltimenti tempestivi per evitare il rischio di misure cautelari e responsabilita penali.
- Chi intende impugnare un sequestro dovrebbe raccogliere elementi probatori solidi per dimostrare assenza di fumus o errori giuridici rilevanti; la mera affermazione di occasionalita o temporaneita senza dati concreti e' insufficiente.
- Ricorsi infondati possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie a titolo di ammenda quando sussistono profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita.
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