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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20068/2022 del 23/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 12/10/2020 che aveva disposto la correzione di un "errore materiale" nella sentenza irrevocabile n. 32/18, inserendo nel dispositivo la condanna dell'appellante al pagamento delle spese processuali e di costituzione di parte civile, liquidate in Euro 1.500,00. Il ricorrente deduceva violazione del diritto di difesa per emissione dell'ordinanza de plano senza previa udienza camerale (art. 127 c.p.p.) e contestava l'uso improprio dell'istituto di correzione dell'errore materiale (art. 130 c.p.p.) per apportare una modifica essenziale al dispositivo di una sentenza definitiva.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso quanto alla nullità per violazione del principio del contraddittorio, rilevando che la procedura di cui all'art. 130 c.p.p. richiede la decisione in camera di consiglio a norma dell'art. 127 c.p.p., con convocazione delle parti per udienza camerale. Ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Trani per nuovo giudizio nel rispetto delle forme di legge. Il secondo motivo (sulla natura emendabile o meno dell'omissione di pronuncia sulle spese) è stato ritenuto assorbito, con richiamo al consolidato orientamento secondo cui in genere l'omissione della condanna alle spese della parte civile non è sanabile con l'art. 130 c.p.p., salvo che dalla sentenza emergano elementi che giustifichino la mancata condanna.

Norme richiamate

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Disciplina la decisione in camera di consiglio: la correzione dell'errore materiale ex art. 130 deve avvenire previa convocazione delle parti e mediante udienza camerale, garantendo il contraddittorio.

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Consente la correzione di errori materiali o refusi della sentenza, ma l'istituto non può essere utilizzato per apportare modifiche essenziali o che richiedano valutazioni di merito (es. ammissibilità della richiesta di liquidazione delle spese o determinazione dell'entità), salvo che dalla sentenza emergano elementi che giustifichino la correzione.

  • art. 618 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal Procuratore Generale per ipotizzare la rimessione alle Sezioni Unite in caso di questione rilevante e non risolta uniformemente, ossia per dirimere contrasti interpretativi.

Massime di principio

  • La procedura di correzione dell'errore materiale ai sensi dell'art. 130 c.p.p. richiede il rispetto del contraddittorio: il giudice deve decidere in camera di consiglio previa convocazione delle parti (art. 127 c.p.p.); decisioni de plano senza udienza camerale sono nulle.
  • Non tutte le omissioni o inesattezze della sentenza sono emendabili come "errori materiali": l'aggiunta di una pronuncia sulla condanna alle spese processuali della parte civile è in genere una modifica essenziale che richiede valutazioni sull'ammissibilità e sulla misura della liquidazione e dunque non può essere normalmente sanata con l'art. 130 c.p.p.
  • Solo quando dalla sentenza risultino chiaramente elementi che dimostrino che l'omissione è meramente materiale (p. es. la volontà manifestata nel corpo della motivazione di condannare alle spese) la correzione può essere ammessa; in tutti gli altri casi la via corretta è l'impugnazione ordinaria.
  • Se si contesta una correzione disposta senza udienza, è efficace dedurre la violazione del diritto di difesa/contraddittorio per ottenere l'annullamento e il rinvio al giudice che dovrà procedere rispettando le forme previste.
  • Chi chiede la correzione tramite art. 130 c.p.p. dovrebbe sollecitare espressamente la convocazione delle parti e dimostrare che la correzione è di natura meramente materiale per evitare la declaratoria di nullità.

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