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Sentenza

Sentenza n. 911/2026 - Lecce, Sezione 2

Giustizia amministrativa202500676

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della monetizzazione delle ferie non godute e successivo provvedimento di fruizione coattiva del congedo ordinario maturato e non goduto presso l’Amministrazione di destinazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego con cui l’Amministrazione aveva respinto la domanda di monetizzazione di 134 giorni di ferie maturati negli anni 2021-2024, chiedendo anche l’accertamento del relativo diritto e degli interessi. Con i primi tre motivi ha sostenuto che il transito dai ruoli militari ai ruoli civili avrebbe estinto il precedente rapporto di impiego per novazione oggettiva, rendendo applicabile l’eccezione al divieto generale di monetizzazione delle ferie non godute quando la mancata fruizione dipenda da cause non imputabili al lavoratore. Con il quarto motivo ha dedotto la violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 per omessa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza. Con motivi aggiunti ha impugnato la nota con cui l’Amministrazione aveva disposto la fruizione, presso l’Amministrazione di destinazione, dei 134 giorni di congedo ordinario maturati e non goduti.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso e i motivi aggiunti. Ha ritenuto infondate congiuntamente le prime tre censure, chiarendo che il divieto di monetizzazione previsto dall’art. 5, comma 8, d.l. 95/2012 non era direttamente decisivo nel caso concreto, perché il transito dai ruoli militari alle qualifiche civili non comporta cessazione del rapporto di lavoro. Tale passaggio costituisce una forma peculiare di trasferimento nell’ambito della pubblica amministrazione, con prosecuzione del rapporto senza soluzione di continuità e ricongiungimento dei periodi di servizio. Pertanto, la questione decisiva era verificare se le ferie potessero essere fruite presso l’Amministrazione di destinazione. Ai sensi dell’art. 11, comma 4, d.P.R. 170/2007, il pagamento sostitutivo è consentito nei casi di transito soltanto quando nell’Amministrazione di destinazione non sia prevista la fruizione del congedo maturato e non goduto. Nel caso concreto tale condizione non sussisteva, poiché l’Amministrazione aveva disposto proprio la fruizione delle ferie pregresse presso la nuova sede. È stata respinta anche la censura relativa all’omesso preavviso di rigetto: trattandosi di provvedimento vincolato, il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso, sicché la violazione procedimentale non comportava l’annullamento ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990. Le spese sono state compensate per la particolare natura e la parziale novità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 8, d.l. 95/2012, convertito dalla l. 135/2012

    le ferie, i riposi e i permessi spettanti al personale [...] sono obbligatoriamente fruiti [...] e non danno luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi

    La disposizione introduce il divieto generale di monetizzazione delle ferie non godute, esteso anche a determinate ipotesi di cessazione del rapporto; secondo il giudice, la sua ratio è favorire la programmazione e l’effettiva fruizione delle ferie.

  • art. 11, comma 4, d.P.R. 170/2007

    al pagamento sostitutivo del congedo ordinario si procede [...] anche nei casi di transito [...] qualora non sia prevista nell’amministrazione di destinazione la fruizione del congedo maturato e non fruito

    Nel caso di transito, il pagamento sostitutivo è subordinato all’impossibilità di fruire delle ferie pregresse presso l’Amministrazione di destinazione.

  • art. 75 d.lgs. 443/1992

    È richiamato quale disposizione relativa al transito del personale della Polizia penitenziaria verso le qualifiche dell’Amministrazione civile.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La mancata comunicazione dei motivi ostativi non determina automaticamente l’illegittimità del provvedimento finale quando si tratti di attività vincolata e il contenuto dell’atto non avrebbe potuto essere diverso.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    La violazione di disposizioni procedimentali non conduce all’annullamento dell’atto vincolato se il giudice accerta che il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso.

  • art. 26 c.p.a.

    Le spese di lite sono state compensate in ragione della particolare natura della controversia e della parziale novità delle questioni.

Massime di principio

  • Il transito di un dipendente dai ruoli militari ai ruoli civili della pubblica amministrazione non determina, di per sé, l’estinzione del rapporto di lavoro, ma integra una forma peculiare di trasferimento con prosecuzione senza soluzione di continuità e ricongiungimento dei periodi di servizio.
  • Nel caso di transito del personale della Polizia penitenziaria, il pagamento sostitutivo delle ferie maturate e non godute è ammesso soltanto quando l’Amministrazione di destinazione non consenta la fruizione delle ferie pregresse; se tale fruizione è possibile ed è concretamente disposta, non sorge il diritto alla monetizzazione.
  • La mancata fruizione delle ferie legittima il pagamento sostitutivo, nei casi previsti dalla disciplina speciale, solo quando una causa esterna, improvvisa e inevitabile abbia impedito il godimento delle ferie e reso impossibile la prosecuzione o la fruizione del periodo presso l’Amministrazione competente.
  • L’omessa comunicazione dei motivi ostativi ex art. 10-bis l. 241/1990 non comporta l’annullamento di un provvedimento vincolato quando, alla luce dell’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990, il contenuto dell’atto non avrebbe potuto essere diverso.

Come è indicizzato

MaterieMobilità, trasferimenti e comandiTrattamento economico e previdenzialePartecipazione al procedimentoInvalidità del provvedimento
RamiPubblico impiego e concorsiProcedimento amministrativo
IstitutiVizi formali non invalidantiPartecipazione procedimentaleEfficacia ed esecutorietà

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