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Sentenza

Sentenza del 12/09/2022 n. 749 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria

Dogane - royalties - assoggettabilità a dazio - controllo da parte del licenziante - intero processo produttivo - necessità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Contestazione della mancata inclusione nel valore in dogana dei diritti di licenza (royalties) pagati alle licenzianti per l'utilizzo di disegni, loghi e raffigurazioni su articoli di abbigliamento importati. La società aveva inoltre utilizzato l'istituto del first sale price per merci provenienti dalla Cina. L'Ufficio sosteneva che le royalties dovevano essere incluse nel valore dichiarato in dogana perché costituivano condizione della vendita, e contestava l'uso del first sale price per carenza di prove di contatti con il primo fabbricante.

La decisione

La Commissione, in esito alla rimessione disposta dalla Corte di Cassazione, ha ritenuto che, esaminando le clausole contrattuali, le licenzianti esercitavano un controllo che andava oltre un mero controllo qualità e investiva l'intero processo produttivo (scelta materiali e fabbricanti autorizzati, orientamento della produzione dall'ideazione al prodotto finito, imballaggio e commercializzazione). Sulla base di ciò è stata dichiarata l'inclusione delle royalties nel valore in dogana dei prodotti importati (accoglimento parziale degli appelli dell'Agenzia delle Dogane). Le spese sono compensate. Il giudicato sul corretto uso del first sale price da parte della società è stato invece confermato dalla Cassazione e quindi non rientrato nella decisione di merito qui.

Norme richiamate

  • Regolamento (CEE) n. 2913/92 (Codice doganale comunitario)

    Fornisce la base normativa per la determinazione del valore in dogana; richiamato come quadro generale per l'applicazione dell'art. 32 (in particolare par. 1, lett. c) attraverso i Regolamenti di attuazione.

  • Regolamento (CEE) n. 2454/93 (DAC - Disposizioni di attuazione al Codice Doganale Comunitario)

    art. 143 lett. e), art. 147, art. 157 comma 2, art. 160, allegato 23

    Art. 143 lett. e) e allegato 23 definiscono la nozione di 'controllo' come potere di costrizione o di orientamento. Art. 157(2) e art. 147/160 disciplinano l'inclusione dei diritti di licenza nel valore in dogana. La Commissione ha interpretato che il controllo rilevante non è il mero controllo qualità ma il potere di orientamento sull'intero processo produttivo, cui può corrispondere la qualifica di 'condizione di vendita' e quindi la daziabilità delle royalties.

  • Commento n. 11 del Comitato del codice doganale (TAXUD/800/2002, versione italiana 2007)

    Elenca elementi utili per determinare l'esistenza di controllo/orientamento del licenziante sul produttore (scelta del produttore, controllo metodi di produzione, limitazioni alle vendite, imposizione di fornitori/materiali, controllo su imballaggio, ecc.). Pur non costituendo regole vincolanti ciascuna da sola, la combinazione di tali elementi può dimostrare che il pagamento delle royalties è condizione di vendita. Il documento mantiene valore orientativo anche se non più formalmente vigente.

  • Giurisprudenza CJEU - sentenza GE Healthcare, 9 marzo 2017

    Chiarisce la nozione di 'condizione di vendita': il corrispettivo o diritto di licenza deve essere così importante per il venditore che, in mancanza del pagamento, il venditore non sarebbe disposto a vendere. Quando il beneficiario delle royalties è terzo rispetto al venditore, occorre verificare se una persona legata al venditore eserciti controllo sul venditore o sull'acquirente tali da rendere il pagamento condizione della vendita.

  • Ordinanza Corte di Cassazione n. 22765/2019

    Conferma che il titolare del marchio può controllare l'intera filiera produttiva e distributiva; citata per sostenere che, se il licenziante è in grado di impedire al produttore di vendere direttamente e di far rispettare il pagamento delle royalties, queste devono essere incluse nel valore in dogana.

Massime di principio

  • Quando il beneficiario delle royalties è soggetto diverso dal venditore, per valutare la daziabilità occorre verificare se esiste un controllo o potere di orientamento del licenziante sul venditore o sul produttore che renda il pagamento della royalty una condizione della vendita.
  • Il 'controllo' rilevante non si limita a un controllo finale di qualità: deve investire segmenti significativi dell'intero processo produttivo (scelta di materiali e produttori, metodi di produzione, imballaggio, limitazioni di vendita, pricing e commercializzazione).
  • Il legislatore e la giurisprudenza operano con criteri combinati: nessun singolo elemento (es. codice di condotta) è decisivo di per sé, ma la somma delle clausole che conferiscono poteri di scelta, ispezione, imposizione o esclusiva può dimostrare l'esistenza del potere di orientamento.
  • Le clausole contrattuali vanno esaminate concretamente e in combinazione con la pratica effettiva: il giudice deve svolgere un accertamento di fatto sugli accordi e sulle modalità operative per stabilire l'esistenza dei presupposti di legge.
  • Il Commento n.11 (TAXUD) fornisce indicatori utili, anche se non vincolanti formalmente; anche successivi documenti TAXUD confermano le linee generali di valutazione.
  • Sul tema del first sale price, l'onere di prova circa la legittimità dell'istituto grava su chi lo invoca: occorre documentare i contatti e le relazioni commerciali con il primo fabbricante.
  • In caso di dubbi interpretativi significativi è possibile deferire questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia UE per chiarimenti sulla nozione di controllo o condizione di vendita.

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