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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28496/2025 del 04/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha provveduto d'ufficio alla correzione dell'errore materiale: ha revocato la propria sentenza n. 38471/2018 e ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'appello di Firenze del 6/02/2015, perché i reati sono estinti per morte dell'imputato. Inoltre è indicata l'osservanza delle norme sulla omissione dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento (privacy).

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente aveva proposto ricorso in Cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Firenze del 6/02/2015. Con sentenza della Sezione n. 38471/2018 il ricorso era stato dichiarato inammissibile. Successivamente, la Corte d'appello ha comunicato alla Cassazione che il ricorrente era deceduto in data anteriore alla decisione della Cassazione stessa. Si è quindi trattato di una tardiva conoscenza del decesso, qualificata come errore di fatto/materiale da correggere ex art. 625-bis, comma 3 c.p.p., con applicazione estensiva dell'art. 130 c.p.p., posto che la morte dell'imputato estingue il reato e determina l'inesistenza giuridica della sentenza.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Consentita la correzione d'ufficio e senza formalità degli errori materiali relativi alla composizione o ad elementi fattuali sopravvenuti che incidono sulla validità della sentenza; qui usato per emendare la tardiva conoscenza del decesso.

  • art. 130 c.p.p.

    Applicazione estensiva in sede di legittimità per riconoscere che la mancanza del soggetto nei cui confronti si esercita l'azione penale (per morte) rende giuridicamente inesistente la sentenza, con annullamento per estinzione del reato.

  • art. 52 d.lgs. 196/2003 e ss.mm.

    Norma sulla tutela dei dati personali: ordine di omettere generalità e dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • Se l'imputato è deceduto prima della decisione di un giudice, il reato si estingue e la sentenza penale è giuridicamente inesistente; occorre annullarla.
  • La tardiva acquisizione della notizia di decesso può essere trattata come errore materiale correggibile d'ufficio dalla Corte di cassazione, anche se la morte è intervenuta prima della pronuncia.
  • La Corte di legittimità può revocare la propria precedente decisione e annullare senza rinvio la sentenza di merito quando emerge che il reato si è estinto per morte dell'imputato.
  • In caso di diffusione del provvedimento bisogna omettere i dati identificativi dell'imputato deceduto in applicazione delle norme sulla privacy.
  • Le conseguenze pratiche (es. condanne pecuniarie, obblighi civili) vanno verificate caso per caso: l'estinzione del reato per morte estingue la responsabilità penale, ma profili civili o rapporti con terzi possono avere discipline diverse.

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