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Sentenza

Sentenza del 22/02/2017 n. 136 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate contestava la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che aveva annullato gli accertamenti relativi all'anno 2007. Gli accertamenti avevano rideterminato il reddito d'impresa della società sulla base di versamenti e prelievi effettuati sui conti correnti della società e dei soci, ritenuti dall'Ufficio ricavi non contabilizzati, con conseguente richiesta di maggiori IRES, IRAP e IVA alla società e di maggiori IRPEF e addizionali ai soci. L'Ufficio sosteneva genericamente che il primo giudice non avesse adeguatamente valutato le risultanze processuali e chiedeva la conferma degli avvisi. I contribuenti, invece, avevano sostenuto l'illegittimità e arbitrarietà del metodo accertativo, l'assenza di prova della riferibilità alla società delle operazioni sui conti personali dei soci e il mancato riconoscimento dei costi.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Entrate, confermando sostanzialmente la decisione favorevole ai contribuenti. Il giudice ha rilevato che l'appello si limitava a una contestazione generica della sentenza di primo grado e non individuava specificamente gli errori, i capi decisori o le argomentazioni da censurare. L'appello deve infatti realizzare una revisio prioris instantiae e non può consistere in una richiesta di nuovo esame generale della controversia. Le spese del grado sono state compensate.

Norme richiamate

  • Normativa processuale tributaria sull'appello e sui motivi specifici

    Il ricorso in appello deve contenere (...) le specifiche censure contro i capi della sentenza gravata

    L'atto di appello deve indicare in modo puntuale i capi della sentenza impugnati e contrapporre specifiche argomentazioni alle motivazioni del primo giudice. Una contestazione generica dell'ingiustizia della decisione non è sufficiente e comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.

  • Cassazione civile, Sezione III, n. 13080 del 21 maggio 2008

    Finalità dell'appello non è quella di provocare un novum iudicium, ma di introdurre una revisio prioris instantiae

    L'appello è diretto a verificare specifici errori della sentenza impugnata e non a riaprire integralmente il giudizio senza una precisa critica alla decisione di primo grado.

  • Cassazione civile, Sezioni Unite, n. 28498 del 23 dicembre 2005

    L'appellante è tenuto a fornire la dimostrazione delle singole censure

    L'appellante deve dimostrare la fondatezza delle singole critiche rivolte alle specifiche statuizioni della sentenza e deve produrre o ripristinare in appello i documenti sui quali fonda il gravame.

Massime di principio

  • Un appello tributario deve contenere censure specifiche, collegate ai singoli passaggi motivazionali e ai capi della sentenza di primo grado; le doglianze generiche possono essere dichiarate inammissibili.
  • L'appello non è un nuovo processo completo sulla medesima controversia, ma una revisione della decisione precedente: occorre spiegare quale errore abbia commesso il primo giudice e perché la sua motivazione debba essere riformata.
  • Chi impugna deve sostenere le proprie critiche con argomentazioni e documenti pertinenti; non è sufficiente richiamare genericamente le risultanze del processo o chiedere la conferma dell'accertamento.
  • In presenza di movimenti bancari sui conti personali dei soci, l'Amministrazione deve comunque collegare concretamente tali operazioni all'attività della società; il contribuente può contestare tale riferibilità fornendo spiegazioni e documentazione.
  • La dichiarazione di inammissibilità dell'appello lascia ferma la decisione favorevole di primo grado, mentre la compensazione delle spese può essere disposta quando la controversia presenta particolari complessità o peculiarità.

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