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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8099/2025 del 27/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva la violazione dell'art. 125 comma 3 c.p.p. e la carenza/apparenza della motivazione sulla data di consumazione del reato di truffa. La difesa sosteneva che la consumazione fosse avvenuta il 14/03/2011, all'atto dell'incasso di tre assegni da parte delle persone offese (somma di euro 65.000,00), e non il 30/01/2014 quando la compagnia di assicurazione pagò un onorario all'imputato. Si eccepiva che la Corte d'appello non aveva adeguatamente motivato perché ritenesse rilevante l'incasso dell'onorario e aveva fatto un uso non coerente degli orientamenti sulla "truffa a formazione progressiva"; si chiedeva quindi l'annullamento della sentenza impugnata con revoca delle statuizioni civili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato su entrambi i motivi. Ha censurato la motivazione della Corte d'appello per non aver argomentato adeguatamente il motivo relativo alla data di consumazione e, richiamando la giurisprudenza, ha affermato che la truffa si consuma con l'effettivo conseguimento dell'ingiusto profitto e il danno alla persona offesa, ossia all'atto dell'incasso degli assegni (14/03/2011). Ha quindi stabilito che il reato era estinto per prescrizione in epoca antecedente alla sentenza di primo grado e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per quanto riguarda le statuizioni civili, revocandole ai sensi dell'art. 538 c.p.p.. Restano fermi gli effetti della declaratoria di estinzione del reato per prescrizione (non impugnata).

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per il contenuto e i limiti di enunciazione dei motivi di ricorso in Cassazione; impone che i motivi siano enunciati nei limiti necessari per la motivazione.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato con riguardo all'obbligo motivazionale del giudice di appello: la Corte deve motivare concretamente la scelta della data di consumazione del reato quando contestata dalle parti.

  • art. 640 cod. pen.

    Norma sostanziale che disciplina il reato di truffa; la Corte si è soffermata sulla natura istantanea del reato e sul momento del suo perfezionamento (effettivo conseguimento dell'ingiusto profitto con correlato danno).

  • art. 538 cod. proc. pen.

    Dispositivo applicato per la revoca delle statuizioni civili conseguente all'annullamento della decisione con riferimento agli effetti civili dovuti alla declaratoria di estinzione del reato per prescrizione.

Massime di principio

  • La truffa è reato istantaneo: la consumazione coincide con il momento in cui l'autore consegue l'ingiusto profitto e la vittima subisce il danno effettivo; quindi il "dies a quo" della prescrizione è quello del perfezionamento dell'ingiusto profitto.
  • Pagamenti successivi da parte di terzi (es. una compagnia assicurativa che corrisponde un onorario) possono essere irrilevanti ai fini della consumazione della truffa se non sono causalmente riconducibili all'artificioso convincimento posto in essere dall'agente e non integrano l'evento che ha determinato il danno del raggirato.
  • La qualificazione come "truffa a formazione progressiva" richiede che le condotte successive siano parte della stessa fattispecie causale e producano effetti dannosi persistenti; non è applicabile se l'elemento decisivo del danno e dell'ingiusto profitto si è già verificato in un unico atto consumativo.
  • In caso di contestazione sulla data di consumazione, il giudice d'appello deve dare motivazione puntuale e confrontarsi con le censure delle parti: la mera affermazione della data senza argomenti è viziata e può portare all'annullamento.
  • La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione comporta la revoca delle statuizioni civili disposte a favore delle parti civili, salvo diversa impugnazione o diverso assetto processuale.

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