Cassazione Penale, Sentenza n. 40507/2023 del 05/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di riesame del decreto del GIP del 06/09/2022, con cui era stato disposto il sequestro preventivo dell'attività di autolavaggio e delle relative attrezzature per presunti scarichi di acque reflue nella rete fognaria senza autorizzazione. Il ricorrente deduceva un unico motivo: carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione e omesso esame dei motivi di appello.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che con provvedimento del 16/01/2023 il GIP di Teramo ha revocato il sequestro preventivo e disposto la restituzione dei beni al ricorrente. Poiché il provvedimento ablatorio è stato revocato e la restituzione ha ripristinato la situazione soggettiva, l'impugnazione non può produrre un vantaggio concreto e diretto aggiuntivo. Perciò il ricorso è inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; non è stata disposta alcuna somma a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.lgs. n. 152/2006
Il GIP aveva ritenuto sussistenti indizi del reato ambientale previsto dall'art. 256, comma 1, giustificando il sequestro preventivo dell'attività e delle attrezzature da cui derivavano gli scarichi illeciti
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite)
varie pronunce richiamate (es. Sez. U. n. 6203/1993; n. 9616/1995; n. 42/1995; n. 10372/1995; n. 20/1996; n. 18253/2008; n. 40963/2017)
Principio secondo cui l'interesse ad impugnare deve essere concreto e attuale: l'impugnazione è ammissibile solo se può determinare una situazione pratica più vantaggiosa eliminando un provvedimento pregiudizievole; la revoca del provvedimento ablatorio sopravvenuta elimina l'interesse a impugnare misure reali come il sequestro
Massime di principio
- Se il provvedimento impugnato è una misura reale (es. sequestro di beni) e tale misura viene revocata e i beni restituiti, l'appello/ricorso diventa generalmente inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- L'interesse ad impugnare deve essere concreto e diretto: esiste solo se l'annullamento dell'atto impugnato può produrre un vantaggio pratico ulteriore rispetto alla situazione già ottenuta con eventuali provvedimenti sopravvenuti.
- In caso di revoca parziale o condizionata della misura, o se permangono effetti pregiudizievoli non eliminati dalla revoca (es. sanzioni accessorie, annotazioni, profili penali o amministrativi residui), l'impugnazione può rimanere rilevante e non essere dichiarata inammissibile.
- È utile comunicare tempestivamente alla corte di legittimità o all'organo competente ogni sopravvenienza (es. revoca del sequestro) perchè ciò può determinare l'inammissibilità del ricorso e incidere sulle spese processuali.
- La mancata impugnazione dopo la restituzione dei beni non preclude verifiche successive sul merito della motivazione originaria se permangono altri interessi processuali o manifesti vizi procedurali non eliminati dalla semplice restituzione.
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