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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17479/2024 del 30/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord (in funzione di giudice dell'esecuzione) che aveva riconosciuto la continuazione ex art.671 c.p.p. e aveva rideterminato la pena complessiva. Il motivo dedotto lamenta la violazione o erronea applicazione dell'art.665, comma 4, c.p.p., per incompetenza territoriale/oggettiva del giudice dell'esecuzione: al momento della presentazione dell'istanza (9/11/2020) l'ultimo provvedimento irrevocabile nei confronti di Zerobio era la sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 27/05/2020 (irrevocabile il 13/07/2020), per cui il giudice dell'esecuzione competente doveva essere quest'ultimo Tribunale e non il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che la competenza del giudice dell'esecuzione si radica nel giudice dell'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della presentazione della domanda, anche se tale provvedimento non risulti ancora inserito nel certificato del casellario giudiziale. Nel caso concreto l'ultimo provvedimento irrevocabile era quello del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, pertanto l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in funzione di giudice dell'esecuzione, per l'ulteriore corso.

Norme richiamate

  • art.671 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla possibilità di riconoscere la continuazione in sede esecutiva; la decisione impugnata aveva operato il riconoscimento ai sensi di tale disposizione.

  • art.665, comma 4, cod. proc. pen.

    La Corte interpreta la norma come stabilente il criterio di competenza del giudice dell'esecuzione: compete il giudice dell'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della presentazione della domanda.

  • art.606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Articolo invocato dal ricorrente quale motivo di cassazione (violazione di norme sul procedimento); la doglianza è stata ritenuta fondata perché fondata sull'errata determinazione della competenza.

  • art.173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato limitatamente alla riproduzione del motivo di ricorso in cassazione; indica i limiti formali entro i quali è stato esposto il motivo.

  • Cass. Sez. 1, Sent. n.16127 del 01/04/2021 (giurisprudenza richiamata)

    Precedente confermante il principio che la competenza del giudice dell'esecuzione si determina in base all'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della presentazione della domanda, anche se non ancora annotato nel casellario giudiziale.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione si determina in base all'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile alla data di presentazione dell'istanza, indipendentemente dall'annotazione nel casellario giudiziale.
  • Se la domanda per il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva è proposta davanti a un giudice ritenuto incompetente per tale criterio, l'ordinanza può essere annullata dalla Cassazione e gli atti trasmessi al giudice competente.
  • La sopravvenienza di successivi titoli esecutivi dopo la presentazione dell'istanza non modifica la competenza già determinata alla data dell'istanza.
  • Prima di proporre domande in materia esecutiva (es. riconoscimento della continuazione) è essenziale verificare tutte le sentenze irrevocabili e la loro data di irrevocabilità per individuare correttamente il giudice competente.
  • La mera assenza di annotazione di una sentenza nel casellario non esclude che essa sia quella rilevante ai fini della competenza, quando sia effettivamente divenuta irrevocabile prima della domanda.

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