Sentenza n. 7107/2026 - Roma, Sezione 2
per l'annullamento, previa sospensione, del provvedimento di diniego n. 516, File 25202781, emesso il 13 ottobre 2025 dal Consolato Generale d’Italia a Lagos, con il quale veniva rigettata la domanda di visto d’ingresso in Italia per motivi di studio presentata dalla ricorrente, la sig.ra JOHN – ERHUNS Megan Etinosa, nonché per l’annullamento, previa sospensione, di ogni altro atto, anche non conosciuto dall’istante, sia esso connesso, presupposto, conseguente e/o applicativo.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di visto d’ingresso in Italia per motivi di studio emesso dal Consolato Generale d’Italia a Lagos
Esito
La controversia
La parte ricorrente ha impugnato il diniego consolare del visto d’ingresso per motivi di studio, chiedendone l’annullamento previa sospensione, nonché quello degli atti connessi, presupposti, conseguenti o applicativi. Il testo non specifica ulteriori vizi di legittimità dedotti. Nel corso del giudizio, fissata la camera di consiglio per la trattazione dell’istanza cautelare, la ricorrente ha chiesto un rinvio poiché il Ministero aveva fissato un appuntamento per il riesame della posizione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., rilevando che il Ministero aveva riesaminato la posizione e rilasciato il visto richiesto. La pretesa azionata è stata quindi integralmente soddisfatta e ciò è stato confermato dal difensore della ricorrente. Le spese sono state compensate, pur essendo state richieste dalla ricorrente, in considerazione della rapidità della risposta amministrativa, dell’elevato numero di istanze per visti di studio, della delicatezza delle questioni e del fatto che il diniego era stato adottato quando la richiedente era ancora minorenne, in presenza di una disciplina diversa da quella applicabile al visto successivamente rilasciato.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata quando, all’esito della camera di consiglio e previo avviso alle parti, sussistono i presupposti per una decisione immediata.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere va dichiarata quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta un provvedimento o pone in essere una condotta che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale fatta valere dal ricorrente, con conferma di tale soddisfazione anche in giudizio.
- Il rilascio del visto richiesto nel corso del giudizio elimina l’interesse alla decisione sull’impugnazione del precedente diniego e comporta la cessazione della materia del contendere, anziché una pronuncia di merito sulla legittimità del diniego.
- La compensazione delle spese può essere disposta valutando, tra gli altri elementi, la rapidità del riesame amministrativo, la situazione eccezionale derivante dall’elevato numero di istanze, la delicatezza delle questioni e il mutamento della disciplina applicabile intervenuto in ragione della minore età della richiedente.
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