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Sentenza

Sentenza n. 1381/2026 - Firenze, Sezione 1

per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 754/24 del Tribunale di Siena, Sezione Lavoro, pubblicata in data 4.12.24;

Giustizia amministrativa202502492

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Siena, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per tre annualità scolastiche

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza n. 754/2024 del Tribunale di Siena, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto all’assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, con condanna del Ministero alla corresponsione, tramite la Carta, di euro 500,00 per ciascuna annualità, oltre interessi legali. La sentenza era stata notificata al Ministero ai fini esecutivi, ma risultava ineseguita. La ricorrente ha dedotto, in particolare, la sussistenza del giudicato, l’avvenuta notifica all’amministrazione e il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996 prima della proposizione del ricorso per ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che la sentenza del Tribunale di Siena era passata in giudicato, che era stata ritualmente notificata al Ministero e che il termine dilatorio di centoventi giorni per l’avvio dell’esecuzione era decorso. Poiché dagli atti non risultava l’adempimento dell’amministrazione, il giudice ha ordinato al Ministero di dare integrale esecuzione al giudicato entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, mediante accredito sulla Carta del docente di euro 500,00 per ciascuna delle annualità 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, oltre interessi legali. Per l’eventuale ulteriore inottemperanza è stato nominato commissario ad acta il Direttore generale dell’Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, o un funzionario delegato, con termine di sessanta giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996

    Il termine dilatorio deve essere rispettato prima dell’avvio dell’esecuzione nei confronti dell’amministrazione; nel caso concreto il termine risultava decorso prima della proposizione del ricorso per ottemperanza.

  • l. n. 107/2015

    Costituisce la base normativa del diritto alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, riconosciuto dal giudicato civile posto in esecuzione.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è ammissibile quando il ricorrente dimostri l’esistenza di un giudicato, la sua conoscenza legale da parte dell’amministrazione obbligata e il decorso del termine dilatorio previsto per l’esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.
  • L’amministrazione è tenuta a dare esecuzione integrale al giudicato entro il termine assegnato dal giudice dell’ottemperanza; l’inerzia amministrativa legittima l’adozione di misure sostitutive mediante nomina di un commissario ad acta.
  • Quando il giudicato impone l’erogazione di somme o l’attribuzione di un beneficio amministrativo determinato, il giudice dell’ottemperanza può ordinare all’amministrazione le concrete modalità esecutive necessarie a realizzare il comando giudiziale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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