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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38196/2022 del 11/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la conferma della condanna per riciclaggio (2 anni di reclusione e 4.000 euro di multa, pena condizionalmente sospesa) e la confisca per equivalente di somme fino a 75.000 euro. I punti censurati erano: mancanza di contestazione della condotta consistita nell'ostacolare l'individuazione della provenienza del denaro; motivazione apparente e illogica sull'idoneità del trasferimento a costituire un ostacolo (poiché il denaro era stato versato dal marito sulla stessa banca); prova che il trasferimento era finalizzato ad ottenere un permesso permanente in Brasile e non a nascondere l'origine; mancata riqualificazione del fatto in ricettazione (reato meno grave con finalità generica di profitto) e rigetto dell'attenuante prevista dall'art. 648-bis, terzo comma, c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il capo di imputazione descrivesse puntualmente il fatto storico e che i giudici di merito avessero correttamente valutato l'idoneità del trasferimento (passaggio di somme a conto terzo e bonifico all'estero) a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita secondo il criterio dell'idoneità ex ante. Ha confermato che il dolo del reato di riciclaggio è di tipo generico (comprende il dolo eventuale) e può essere provato per circostanze come la condivisione della vita lavorativa con il marito e la consapevolezza dell'origine illecita. Ha inoltre ritenuto legittimo il diniego dell'attenuante di cui all'art. 648-bis, terzo comma, avendo i giudici di merito accertato l'esistenza di reati presupposto (tra cui reati tributari e appropriazione indebita) rilevanti. Conseguentemente il verdetto di condanna e le misure riformate in appello (compresa la confisca per equivalente) sono rimaste impregiudicate. La Corte ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 648-bis c.p. (riciclaggio)

    terzo comma citato in relazione all'attenuante; disposizione madre per il reato di riciclaggio

    La norma punisce operazioni poste in essere in modo da ostacolare l'identificazione della provenienza del denaro. La Corte interpreta l'elemento soggettivo come dolo generico (anche dolo eventuale), richiedendo la coscienza e volontà di ostacolare l'accertamento; per la valutazione rileva l'idoneità ex ante della condotta a dissimulare l'origine illecita, senza che sia necessaria un'efficace occultazione definitiva

  • art. 648-bis, terzo comma, c.p. (attenuante)

    richiamata nel motivo di ricorso

    L'attenuante può operare solo se ricorrono i presupposti previsti dalla norma (tra cui il valore dei reati presupposto e la loro natura). Nel caso la Corte ha ritenuto che i reati presupposto più gravi (reati tributari e appropriazione indebita) impediscono l'applicazione dell'attenuante

  • art. 616 c.p.p.

    richiamato per condanna alle spese e alla cassa delle ammende

    Consente la condanna dell'appellante al pagamento delle spese e, se del caso, di una somma alla cassa delle ammende quando il ricorso sia ritenuto manifestamente infondato o vi siano profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (convertito L. 176/2020) e art. 16 del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228 (convertito L. 15/2022)

    norme procedurali citate in relazione alla trattazione scritta

    Hanno consentito la trattazione scritta del ricorso in Cassazione nel periodo normativamente disciplinato, giustificando l'istruttoria senza discussione orale

Massime di principio

  • La correlazione tra accusa e sentenza è rispettata se il capo di imputazione descrive con sufficiente precisione il fatto storico: l'assenza di esplicita menzione dell'elemento giuridico (es. la formula 'ostacolare') non comporta automaticamente violazione se il fatto materiale è chiaro e consente la difesa
  • Per il reato di riciclaggio il parametro decisivo è l'idoneità ex ante della condotta a ostacolare l'accertamento della provenienza illecita: trasferimenti a conti di terzi o all'estero sono tipiche modalità idonee anche se non eliminano definitivamente la tracciabilità
  • Il dolo per il riciclaggio è di tipo generico e può essere integrato anche con dolo eventuale: è sufficiente che l'agente abbia potuto rappresentarsi e abbia accettato il rischio dell'origine illecita
  • La prova della consapevolezza dell'origine illecita può essere desunta da elementi di contesto (es. rapporto strettodi convivenza o professionale con l'autore dei reati presupposto, modus operandi, rapidità dei movimenti bancari)
  • La riqualificazione in reati meno gravi (es. ricettazione) non è automatica: occorre valutare l'elemento soggettivo richiesto dalla norma e la specifica finalità del comportamento; la mera finalità di profitto non equivale necessariamente all'assenza della volontà di ostacolare l'individuazione dell'origine
  • L'attenuante prevista dall'art. 648-bis, terzo comma, non si applica quando i reati presupposto sussistenti sono di maggiore gravità o quando emergono circostanze che escludono la sua ratio
  • Ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie a titolo di cassa delle ammende

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