Cassazione Penale, Sentenza n. 50034/2023 del 15/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 07/07/2023 con cui il Tribunale di Roma, in sede di riesame avverso decreto di sequestro preventivo emesso il 10/06/2023, aveva dichiarato inammissibile l'istanza proposta dalla ricorrente (terza interessata) ritenendo che il difensore della stessa non fosse munito di valida procura speciale a norma dell'art. 100 c.p.p. La ricorrente sosteneva che la procura speciale fosse stata allegata all'istanza di riesame, indicante il difensore e la procedura, e che, secondo il principio di conservazione e la mancanza di formule sacramentali obbligatorie, la volontà della parte era comunque chiara, considerato anche che la ricorrente era personalmente presente all'udienza di riesame.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Dal controllo degli atti è emerso che la procura speciale allegata era di carattere generico (indicava l'incarico "in ogni stato e grado del giudizio") e mancava il riferimento inequivoco alla specifica procedura di riesame dell'ordinanza di sequestro. La Corte ha ritenuto corretta l'applicazione del principio secondo cui, ai sensi dell'art. 100 c.p.p., la procura speciale per il riesame avverso decreto di sequestro preventivo deve contenere la chiara manifestazione di volontà di conferire il mandato per quella specifica procedura; non è richiesta una formula sacramentale, ma è necessario il riferimento specifico alla procedura e al provvedimento impugnato. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 100 cod. proc. pen.
Richiede che, nei casi in cui è prescritta la procura speciale, il difensore del terzo interessato sia munito di mandato che manifesti chiaramente la volontà di affidare l'incarico per quella specifica procedura (qui: riesame avverso decreto di sequestro preventivo). La procura può non usare formule sacramentali, ma deve contenere riferimenti specifici alla procedura e al provvedimento impugnato; l'assenza di tali riferimenti rende inammissibile l'impugnazione.
art. 122 cod. proc. pen.
La procura generale ex art. 122 ha funzione diversa: attribuisce al procuratore la capacità di essere soggetto del rapporto processuale. La Corte distingue tale procura da quella speciale di cui all'art. 100, che ha invece natura di conferimento di un mandato difensivo specifico per la determinata procedura.
Massime di principio
- Per impugnare provvedimenti cautelari reali (es. sequestro preventivo) in sede di riesame, il difensore del terzo interessato deve essere munito di procura speciale che indichi chiaramente la specifica procedura e il provvedimento oggetto dell'impugnazione; la genericità del mandato può determinare l'inammissibilità.
- La mancanza di formule sacramentali non invalida automaticamente la procura: può essere interpretata alla luce del principio di conservazione purché il testo e la collocazione documentale siano sufficientemente specifici circa la procedura e l'attività difensiva conferita.
- La mera presenza personale della parte all'udienza non supplisce alla carenza formale della procura speciale quando la legge prescrive tale requisito a pena di inammissibilità.
- Chi propone ricorso per conto di un terzo interessato dovrebbe allegare la procura speciale esplicita (indicare numero di procedimento, ufficio giudiziario, tipo di provvedimento impugnato e specifico mandato a proporre riesame) per evitare automatismi di inammissibilità e relative sanzioni economiche.
- La declaratoria di inammissibilità può comportare condanna alle spese processuali e sanzione alla Cassa delle Ammende se sussiste colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
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