Sentenza n. 5137/2026 - Napoli, Sezione 3
per l'annullamento previa adozione di idonee misure cautelari, del provvedimento del Comune di Capri, determinazione del settore affari generali n. 296 del 28 novembre 2025, di decadenza dei titoli commerciali legittimanti l’attività del ristorante Da Paolino, e ha inibito la prosecuzione dell’attività di pubblico esercizio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i motivi relativi alla legittimità del provvedimento comunale. La dichiarazione della ricorrente, collegata all’attivazione di un successivo procedimento satisfattivo, ha fatto venire meno l’interesse concreto e attuale alla decisione sull’impugnazione. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
Atto impugnato: provvedimento comunale di decadenza dei titoli abilitativi commerciali e conseguente inibizione dell’attività del pubblico esercizio
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato il provvedimento del Comune di Capri recante la decadenza dei titoli commerciali legittimanti l’attività del ristorante e l’inibizione della prosecuzione dell’attività di ristorazione. Con il primo motivo ha dedotto il difetto di istruttoria, la violazione del giusto procedimento e la violazione dell’art. 3, comma 7, della legge n. 287/1991. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità, il difetto di motivazione e la disparità di trattamento. Prima della decisione, la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla coltivazione del giudizio, in ragione dell’attivazione di un successivo procedimento ritenuto satisfattivo delle proprie esigenze.
Norme richiamate
art. 3, comma 7, l. 287/1991
La disposizione è stata richiamata dalla ricorrente quale parametro di legittimità del provvedimento, ma non è stata esaminata dal giudice a causa della dichiarata sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, quando collegata a una sopravvenienza idonea a soddisfare le sue esigenze, comporta l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, senza esame dei motivi di merito.
- L’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse può essere dichiarata quando viene meno l’interesse concreto e attuale alla decisione sull’atto impugnato; in tale ipotesi il giudice non deve pronunciarsi sulla legittimità dell’atto né sui motivi dedotti.
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