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Sentenza

Sentenza n. 225/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - dell'atto prot. n. 36321 del 23 giugno 2025, con il quale il Comune di Fasano ha denegato il rilascio del titolo edilizio stagionale e, ove occorra, del relativo preavviso di rigetto; - di ogni altro atto ad esso presupposto, consequenziale o comunque connesso, ancorché non conosciuto, in quanto lesivo.

Giustizia amministrativa202500700

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego del rinnovo del permesso di costruire stagionale per la stagione 2025, relativo a un titolo edilizio già assentito nel 2019, e relativo preavviso di rigetto

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego comunale della richiesta di rinnovo del permesso stagionale n. 91/2019, presentata ai sensi dell'art. 87 delle NTA del PRG. In sede cautelare aveva dedotto l'illegittimità del diniego, contestando il riferimento del Comune all'insufficienza della documentazione progettuale, alla mancanza dell'autorizzazione paesaggistica e alla normativa urbanistica sopravvenuta. Il ricorrente sosteneva che le opere erano già state autorizzate, che il progetto rispettava l'art. 87 delle NTA nella versione modificata nel 2023 e definitivamente approvata nel 2024, e che il Comune non aveva specificato le ragioni del contrasto tra il progetto e la disciplina urbanistica vigente. Il giudice, in sede cautelare, aveva inoltre ritenuto illogico subordinare l'esame dell'istanza alla previa disponibilità di aree libere, poiché l'eventuale mancato smontaggio delle strutture al termine della stagione precedente costituiva un illecito autonomamente sanzionabile e non impediva l'esame della nuova istanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La tutela cautelare già concessa aveva consentito al ricorrente di svolgere l'attività d'impresa durante la stagione balneare 2025, realizzando così l'interesse sostanziale perseguito con il ricorso. Il Collegio non ha quindi deciso definitivamente nel merito la legittimità del diniego, pur dando atto delle ragioni poste a fondamento dell'ordinanza cautelare, secondo cui il Comune aveva motivato genericamente il riferimento alla disciplina urbanistica sopravvenuta e non aveva adeguatamente spiegato il contrasto del progetto con l'art. 87 delle NTA. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 87 NTA del PRG del Comune di Fasano

    La disposizione è richiamata quale disciplina urbanistica applicabile al rilascio del titolo edilizio stagionale; il giudice non ne ha definito in via definitiva l'interpretazione, poiché il ricorso è stato dichiarato improcedibile.

  • delibera di Consiglio comunale n. 25/2011

    È indicata come fonte normativa della disciplina invocata per il rinnovo del permesso di costruire stagionale del 2019.

  • delibera di Consiglio comunale n. 58/2023

    È richiamata quale atto modificativo dell'art. 87 delle NTA, successivamente approvato definitivamente dalla Giunta regionale.

  • deliberazione della Giunta regionale 19 febbraio 2024, n. 117

    È indicata come atto di approvazione definitiva della variante alle NTA del PRG rilevante per la conformità urbanistica del progetto.

Massime di principio

  • Quando, in corso di giudizio, una misura cautelare consente al ricorrente di conseguire integralmente l'utilità sostanziale perseguita mediante l'impugnazione, il ricorso può essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza una decisione definitiva sulla legittimità dell'atto impugnato.
  • Il mancato smontaggio di strutture stagionali al termine della stagione può costituire un illecito autonomamente sanzionabile, ma non esonera l'amministrazione dall'esaminare una nuova istanza edilizia alla luce della disciplina urbanistica vigente.
  • Il riferimento generico dell'amministrazione a una normativa urbanistica sopravvenuta non è sufficiente a motivare il diniego di un titolo edilizio: occorre indicare le ragioni concrete per cui il progetto risulta incompatibile con la disciplina applicabile.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziDestinazioni d'uso e zone omogeneeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseDifetto di motivazioneEffetto conformativo e riedizione del potere

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