Sentenza del 07/12/2016 n. 25153 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Il Comune contestava l’esclusione della soggettività passiva ICI della S. s.r.l. per l’anno 2002, riguardo a 24.378 immobili situati nel territorio comunale e trasferiti nell’ambito della cartolarizzazione prevista dalla L. n. 410 del 2001. Sosteneva, con due motivi esaminati unitariamente, che la società dovesse essere considerata «gestore» ai sensi dell’art. 2, comma 6, del D.L. n. 351 del 2001, sia per violazione di legge sia per vizio di motivazione. La società aveva eccepito di non essere soggetto passivo e aveva sostenuto che l’ICI fosse stata regolarmente versata dagli enti previdenziali proprietari.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune e compensato integralmente le spese, ritenendo giustificata la compensazione dall’assenza di precedenti specifici. Ha stabilito che, nel regime di cartolarizzazione esaminato, i «gestori» soggetti passivi ICI sono gli enti previdenziali individuati come proprietari nei decreti attuativi, non la società veicolo incaricata di favorire la vendita degli immobili. Ha inoltre respinto come priva di pregio l’eccezione del Comune sulla mancata comunicazione dei contratti di gestione; la questione, sollevata per la prima volta in Cassazione, era comunque nuova. La decisione di merito che aveva accolto il ricorso della società è rimasta quindi ferma.
Norme richiamate
D.L. n. 351 del 2001, art. 2, comma 6, convertito dalla L. n. 410 del 2001
Dal complesso delle disposizioni riportate risulta chiaro che l'"ente gestore" al quale è attribuita la soggettività passiva ai fini ICI è l'"ente proprietario" come tale individuato ai sensi dei decreti dell'Agenzia del demanio (giusta l'art. 3, comma 1, e il D.M. attuativo delle procedure di cartolarizzazione): sicchè la società di cartolarizzazione - nel caso di specie la S. s.r.l. - non è soggetta all'imposta in quanto essa costituisce una "società veicolo" incaricata di porre in essere gli adempimenti necessari per una proficua vendita dei beni.
Per la specifica procedura di cartolarizzazione disciplinata dal decreto, l’ICI è dovuta dal gestore individuato dalla normativa attuativa, identificato nel caso deciso con l’ente previdenziale proprietario; il trasferimento degli immobili alla società veicolo non la rende, da solo, soggetto passivo.
D.L. n. 351 del 2001, art. 3, comma 1
L'identificazione del "gestore" con l'ente proprietario - nel caso gli Enti previdenziali coinvolti nella procedura di cartolarizzazione - è, quindi, normativamente definita e non è previsto da alcuna disposizione che gli eventuali contratti digestione stipulati tra tali enti e la società di cartolarizzazione siano oggetto di una specifica comunicazione all'ente locale nel cui territorio gli "immobili cartoralizzati" si trovino.
L’individuazione del gestore rilevante ai fini ICI discende dalla disciplina e dagli atti attuativi, non dalla comunicazione al Comune dei contratti di gestione. La Corte ha anche rilevato che l’eccezione sulla mancata comunicazione era stata formulata per la prima volta in Cassazione.
D.M. 3 novembre 2001, n. 18765, art. unico, comma 4
Dal complesso delle disposizioni riportate risulta chiaro che l'"ente gestore" al quale è attribuita la soggettività passiva ai fini ICI è l'"ente proprietario" come tale individuato ai sensi dei decreti dell'Agenzia del demanio (giusta l'art. 3, comma 1, e il D.M. attuativo delle procedure di cartolarizzazione): sicchè la società di cartolarizzazione - nel caso di specie la S. s.r.l. - non è soggetta all'imposta in quanto essa costituisce una "società veicolo" incaricata di porre in essere gli adempimenti necessari per una proficua vendita dei beni.
La disciplina attuativa affidava pro tempore la gestione degli immobili agli enti individuati come proprietari. In base a tale assetto, la società di cartolarizzazione operava come veicolo per l’operazione e non assumeva la soggettività passiva ICI.
Massime di principio
- Nelle cartolarizzazioni immobiliari pubbliche, la titolarità formale o il trasferimento dei beni alla società veicolo non bastano, da soli, a renderla soggetto passivo ICI: occorre individuare il gestore cui la legge e gli atti attuativi affidano effettivamente la gestione.
- Quando la normativa individua espressamente negli enti proprietari i gestori ai fini tributari, l’imposta resta a loro carico per il periodo e nei limiti stabiliti dalla disciplina applicabile, anche se la società veicolo cura gli adempimenti finalizzati alla vendita.
- Un’interpretazione contenuta in una risoluzione amministrativa non vincola il contribuente, gli uffici né il giudice; in caso di contrasto, la soggettività passiva va determinata sulla base delle norme e degli atti attuativi pertinenti.
- In Cassazione non è possibile introdurre per la prima volta una questione nuova, come l’asserita mancata comunicazione al Comune dei contratti di gestione; inoltre, nel caso deciso la legge non prevedeva tale specifico obbligo di comunicazione.
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