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Ordinanza

Ordinanza n. 3867/2026 - Roma, Sezione 3B

istanza di revoca del commissario ad acta nominato con sentenza del Tar Lazio, sede di Roma, Sez. III bis, n. 19763 del 27 dicembre 2023, resa in accoglimento del ricorso n. R.G. 12653 del 2023 proposto per l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Frosinone, Sez. Lavoro, n. 872 del 20 settembre 2022, emessa nel procedimento R.G. n. 1348/2022

Giustizia amministrativa202312653

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del commissario ad acta nominato per l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario, con istanza di revoca dell'incarico commissariale

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente aveva ottenuto, con una precedente sentenza del TAR resa in sede di ottemperanza, l'ordine all'Amministrazione di dare esecuzione a una sentenza del Tribunale ordinario, Sezione lavoro, relativa al pagamento delle somme dovute a titolo di retribuzione professionale docenti prevista dall'art. 7 del CCNL del 15 marzo 2001. La sentenza di ottemperanza aveva inoltre nominato quale commissario ad acta il direttore generale del Ministero competente, prevedendo che provvedesse all'adempimento entro 120 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione, previa richiesta della parte. La ricorrente ha quindi presentato istanza di revoca del commissario ad acta, deducendo l'inerzia serbata nell'esecuzione. Nel corso del giudizio il commissario ha dichiarato che le somme erano state inserite nella piattaforma ministeriale, validate dall'ente superiore e risultavano in attesa del controllo MEF-NOIPA per la successiva liquidazione. Il Collegio, rilevato che la ricorrente non aveva depositato controdeduzioni sull'eventuale soddisfazione della pretesa, ha ritenuto necessario acquisire una relazione aggiornata sulle attività svolte dal commissario prima di decidere sull'eventuale revoca.

La decisione

Il TAR ha respinto, allo stato, l'istanza di revoca del commissario ad acta. La revoca non è stata ritenuta ancora giustificata, poiché le dichiarazioni rese dal commissario indicavano l'avvenuto inserimento e la validazione delle somme dovute, ma non consentivano di accertare con certezza né l'effettivo completamento dell'esecuzione né l'eventuale soddisfazione della pretesa. Per garantire un'istruttoria completa e rispettare il diritto di difesa della ricorrente, il Collegio ha disposto l'acquisizione di una relazione aggiornata sulle attività commissariali, da depositare entro 60 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza. La camera di consiglio è stata rinviata al 3 giugno 2026. Le spese non sono disciplinate nel testo.

Norme richiamate

  • art. 7 CCNL 15 marzo 2001

    retribuzione professionale docenti

    La disposizione è richiamata quale titolo sostanziale delle somme dovute alla ricorrente.

Massime di principio

  • In sede di ottemperanza, prima di revocare un commissario ad acta per asserita inerzia, il giudice può acquisire una relazione aggiornata sulle attività svolte quando dagli atti emergano iniziative amministrative potenzialmente idonee a dare esecuzione al giudicato, ma non sia ancora certa la completa soddisfazione della pretesa.
  • La dichiarazione del commissario ad acta relativa all'inserimento e alla validazione delle somme dovute, quando la liquidazione sia ancora subordinata a ulteriori controlli amministrativi e contabili, non dimostra di per sé l'integrale esecuzione del titolo esecutivo.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l'acquisizione di chiarimenti e relazioni aggiornate costituisce uno strumento istruttorio funzionale ai principi di economicità ed efficacia dell'azione amministrativa e alla verifica concreta dell'adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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