Risoluzione n. 273 del 28/09/2007
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’Agenzia delle Entrate chiarisce che le cessioni di oro a clienti extracomunitari, effettuate con l’intervento di una banca inglese e riguardanti beni non presenti fisicamente in Italia, sono fuori campo IVA ex art. 7, comma 2, DPR 633/1972. Le prestazioni rese dalla banca inglese alla società istante sono invece territorialmente rilevanti nel Regno Unito, secondo la regola generale del luogo del prestatore.
Interpello IVA su cessioni di oro tramite conto metalli e prestazioni di banca inglese
Interpello IVA su operazioni di oro tramite conto metalli
Il documento contiene la risposta dell’Agenzia delle Entrate a un interpello presentato da ALFA Spa in materia di IVA, con riferimento alle operazioni di commercio di oro da investimento e oro industriale effettuate tramite un "conto metalli non allocati" acceso presso una banca inglese. Il chiarimento riguarda sia le cessioni di oro a clienti residenti in Paesi extra-UE sia il trattamento delle prestazioni rese dalla banca estera nell’ambito dell’operazione.
Quesito posto dalla società
La società istante opera nel settore dell’oro e intende utilizzare conti metalli espressi in grammi presso banche o soggetti specializzati, per effettuare transazioni senza la movimentazione fisica del metallo. Nel caso di vendite a clienti residenti in Paesi extracomunitari, la procedura descritta prevede che:
- il cliente estero richieda la fornitura di oro;
- la società autorizzi la banca inglese ad addebitare sul proprio conto metallo il controvalore dell’oro puro concordato;
- la banca confermi l’operazione e provveda, tramite filiali o corrispondenti, alla consegna dell’oro fisico in lingotti al cliente finale;
- la società emetta contestualmente fattura al cliente estero.
La società chiede quindi come qualificare fiscalmente, ai fini IVA, tali operazioni.
Soluzione interpretativa proposta dal contribuente
Secondo la società istante, sia gli acquisti di oro da investimento dalla banca inglese sia le vendite ai clienti extracomunitari riguardano beni che non si trovano nel territorio nazionale. Di conseguenza, tali operazioni dovrebbero essere considerate fuori campo IVA ai sensi dell’art. 7 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, e registrate in contabilità generale come operazioni commerciali tipiche nei conti acquisti e vendite.
Valutazione dell’Agenzia sulle cessioni di oro ai clienti extra-UE
L’Agenzia rileva che le cessioni di oro, incluse le relative prestazioni accessorie, effettuate verso clienti residenti fuori dal territorio comunitario con l’intervento della banca inglese o di altri operatori esteri specializzati, costituiscono operazioni escluse dal campo di applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 7, secondo comma, del DPR n. 633/1972.
La motivazione si fonda sul fatto che si tratta di beni non esistenti fisicamente nel territorio dello Stato e che, per tali operazioni, non si realizzano i presupposti dell’acquisto intracomunitario. Poiché non rilevanti ai fini dell’IVA interna, tali operazioni devono essere registrate nella sola contabilità generale a conto vendite.
Trattamento delle prestazioni rese dalla banca inglese
Per quanto riguarda i servizi prestati dalla banca inglese alla società istante, l’Agenzia li considera un insieme complesso di operazioni non scindibili singolarmente, comprendenti ad esempio:
- gestione del conto metallo;
- contatti con altri operatori di mercato;
- messa a disposizione dell’oro da investimento;
- trasporto del metallo all’estero.
Il luogo di effettuazione di tali prestazioni viene individuato applicando la regola generale dell’art. 43 della direttiva 2006/112/CE, corrispondente all’art. 7, terzo comma, del DPR n. 633/1972. Ne deriva che il luogo della prestazione è quello in cui il prestatore ha stabilito la sede della propria attività economica o dispone di una stabile organizzazione da cui la prestazione è resa; pertanto, le prestazioni si considerano effettuate nel Regno Unito.
Esito e riferimento conclusivo
La risposta è resa dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito della procedura di interpello, ai sensi dell’art. 4, comma 1, ultimo periodo, del D.M. 26 aprile 2001, n. 209. Il documento conferma quindi la non imponibilità IVA delle cessioni di oro verso clienti extra-UE e la territorialità britannica delle prestazioni rese dalla banca inglese alla società istante.
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