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Sentenza

Sentenza del 05/10/2022 n. 3804 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione dell'accertamento IRES, IVA e IRAP per il 2013 basato sull'applicazione del reddito minimo presunto per le cosiddette "società di comodo". La contribuente ha dedotto di aver fornito la prova contraria richiesta dalla normativa antielusiva: il suo unico immobile, precedentemente locato ad uso studio professionale, è rimasto sfitt o per ragioni oggettive (caratteristiche particolari dell'appartamento e situazione di mercato) nonostante ripetuti incarichi ad agenzie e pubblicità; inoltre la società aveva adottato successivamente una radicale ristrutturazione dell'immobile. L'Ufficio contestava l'assenza di prova convincente dell'impegno a locare/vendere e sosteneva che non esistesse un giudicato favorevole rilevante derivante da precedente procedimento.

La decisione

L'appello dell'Ufficio è stato respinto e la sentenza di primo grado confermata. I giudici hanno ritenuto che la contribuente avesse fornito prova piena e convincente della situazione oggettiva ostativa al conseguimento dei ricavi minimi (incarichi ad agenzie, annunci ripetuti, planimetria e foto a dimostrazione delle caratteristiche particolari, e la ristrutturazione come elemento significativo dell'impegno continuativo). L'Ufficio è stato condannato a rifondere le spese processuali del grado di appello.

Norme richiamate

  • Legge 724/1994

    Norma di quadro che ha introdotto la disciplina antielusiva relativa al reddito minimo presunto per le società non operative (cd. societa di comodo); richiede la possibilita' di applicare presunzioni ma ammette la prova contraria da parte del contribuente.

  • Art. 30, co. 4-bis

    Prevede la presunzione juris tantum del reddito minimo per le societa non operative e consente al contribuente di fornire prova contraria attraverso dimostrazione di oggettive situazioni che abbiano impedito il conseguimento dei ricavi minimi.

  • Art. 36-bis

    Norma che disciplina la cartella di pagamento; citata dall'Ufficio per sostenere che il precedente giudizio, relativo a una cartella ex art. 36-bis, riguardava un presupposto diverso e quindi non costituiva giudicato sul medesimo profilo impositivo.

Massime di principio

  • La presunzione del reddito minimo (societa di comodo) e' una presunzione juris tantum: il contribuente puo' effettivamente sottrarsi all'accertamento dimostrando, con prove convincenti e documentate, cause oggettive che hanno impedito il reddito minimo.
  • La prova contraria deve essere concreta e continua: incarichi formali ad agenzie, annunci pubblicitari ripetuti, corrispondenza di data certa, planimetrie/foto e interventi concreti (es. ristrutturazione significativa) rendono piu' credibile l'impegno a mettere a reddito l'immobile.
  • La rilevanza di atti o iniziative successivi al periodo d'imposta e' valutabile: se tali atti dimostrano un impegno e una situazione protratta nel tempo possono integrare la prova delle difficolta oggettive e non essere automaticamente irrilevanti.
  • Decisioni o atti amministrativi precedenti non costituiscono giudicato vincolante se fondati su presupposti di fatto o di diritto diversi; tuttavia, una valutazione amministrativa favorevole precedente puo' avere valore di supporto probatorio se coerente con la posizione del contribuente.
  • Il carico probatorio resta sul contribuente che vuole contestare la presunzione: prove sporadiche o tardive (annunci isolati, relazioni non periodiche) possono non essere sufficienti; la documentazione deve mostrare uno sforzo continuativo e adeguato alle caratteristiche del bene e del mercato.

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