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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08200/2025 del 27/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte di appello deducendo, per il primo imputato, violazione di legge e vizi di motivazione sul trattamento sanzionatorio, lamentando che la pena non fosse stata diversificata rispetto a quella applicata alla coimputata in ragione della diversa personalità e del diverso atteggiamento processuale; deduceva inoltre il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità ex art. 62 n. 4 c.p., sostenendo che il pregiudizio economico per la vittima della rapina fosse esiguo. La seconda imputata deduceva, a sua volta, violazione di legge e vizi di motivazione in relazione al riconoscimento della recidiva e, più in generale, al trattamento sanzionatorio. La Corte ha ritenuto inammissibile la doglianza sul diverso trattamento sanzionatorio perché non proposta nei medesimi termini in appello, e manifestamente infondate le censure sull'attenuante del danno di speciale tenuità e sulla recidiva, richiamando i principi consolidati secondo cui, nella rapina, non rileva solo il valore del bene sottratto ma l'intero pregiudizio arrecato, e la recidiva può essere valorizzata quale indice di maggiore colpevolezza e pericolosità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto inammissibile, per il primo imputato, la censura relativa alla mancata diversificazione della pena rispetto alla coimputata, perché nuova rispetto ai motivi di appello; ha ritenuto manifestamente infondati il motivo sull'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p. e il motivo della seconda imputata sulla recidiva. Conseguentemente ha condannato entrambi i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, ultimo comma, c.p.p.

    inammissibile ai sensi dell'art. 606, ultimo comma, cod. proc. pen.

    La questione non può essere dedotta in cassazione quando non sia stata prospettata nei medesimi termini nei motivi di appello.

  • art. 62 n. 4 c.p.

    circostanza attenuante di cui all'art. 62 n. 4 cod. pen.

    L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede una valutazione complessiva del pregiudizio arrecato, non bastando il solo modesto valore del bene sottratto, specie nel delitto di rapina.

  • art. 99 c.p.

    la recidiva nel reato è sintomatica di una più accentuata colpevolezza e di una maggiore pericolosità degli imputati

    La recidiva può essere valorizzata dal giudice di merito come indice di maggiore colpevolezza e pericolosità, se sorretta da motivazione congrua.

Massime di principio

  • In sede di legittimità è inammissibile la doglianza che introduca una questione non devoluta in appello nei medesimi termini.
  • Nel delitto di rapina, l'attenuante del danno di speciale tenuità non può essere riconosciuta automaticamente in base al solo esiguo valore del bene sottratto, dovendosi considerare anche gli ulteriori effetti dannosi dell'azione.
  • La valutazione sulla speciale tenuità del danno è riservata al giudice di merito e non è censurabile in cassazione se sorretta da motivazione logica e giuridicamente corretta.
  • La recidiva può legittimamente incidere sul trattamento sanzionatorio quando il giudice di merito ne dia una motivazione congrua, richiamandone la maggiore colpevolezza e pericolosità desumibili dalla reiterazione criminosa.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioniCircostanze del reato
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penaleParte generale
IstitutiRecidiva

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