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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46307/2024 del 17/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Esposito, detenuto in espiazione dell'ergastolo per reati di stampo mafioso e ruolo di promotore/organizzatore, impugna l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva rigettato il suo reclamo contro il decreto ministeriale di applicazione del regime 41-bis per ulteriori due anni. Deduce violazione di legge (art. 606 c.p.p., lett. b) per presunta errata applicazione dell'art. 41-bis: contesta la valutazione di perdurante pericolosità, enfatizza l'ormai lungo periodo di detenzione senza nuove condanne associative, l'assenza di rapporti con esponenti del clan e la carenza di elementi probatori che colleghino il ricorrente all'organizzazione. Critica l'uso, da parte del Tribunale, di elementi tratti da sentenze di terzi e di fatti relativi al nucleo familiare come indizi insufficienti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha richiamato il principio per cui l'art. 41-bis richiede solo la probabilità di collegamenti con associazioni criminali (non la prova oltre ogni ragionevole dubbio). Ha ricordato il limite del sindacato in Cassazione (ricorso ammesso solo per violazione di legge o mancanza totale di motivazione) e che l'illogicità/insufficienza motivazionale, nella sua valutazione ordinaria, non rientra nel sindacato di legittimità. Ha ritenuto congrua e coerente la motivazione del Tribunale, fondata su: situazione attuale dell'associazione descritta come attiva, ruolo di vertice del condannato, note della DNA e DDA Napoli, osservazioni delle forze dell'ordine, lettere ambigue inviate/ricevute (anche tramite altro detenuto) e disponibilità economica del nucleo familiare non compatibile con le entrate dichiarate. Conclude rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ordinamento penitenziario

    elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con un'associazione criminale, terroristica o eversiva

    La norma consente la sospensione di regole trattamentali quando vi siano elementi che rendano probabile, non definitivamente provata, l'esistenza di collegamenti con associazioni criminali; è sufficiente una valutazione di probabilità basata sugli elementi acquisiti.

  • art. 41-bis, comma 2-sexies (modificato dalla legge n.94/2009)

    Limita il sindacato in sede di Cassazione: il ricorso contro l'ordinanza che respinge il reclamo può dedurre solo vizi di violazione di legge o mancanza della motivazione minima richiesta.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente per dedurre violazione di legge; la Corte ricorda però i limiti del controllo di merito consentiti in Cassazione in questi casi.

  • legge 23 dicembre 2002, n. 279, art. 2, comma 2-bis

    Citata in relazione ai precedenti regimi speciali di detenzione; contestualizza la normativa sui regimi differenziati.

Massime di principio

  • Per l'applicazione o proroga del regime 41-bis non è necessaria la prova oltre ogni ragionevole dubbio di collegamenti con l'organizzazione: è sufficiente che tali collegamenti risultino ragionevolmente probabili sulla base di elementi di conoscenza e valutazione.
  • In sede di Cassazione il sindacato sull'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza è limitato ai vizi di legge e alla mancanza assoluta di motivazione; non si procede a un riesame libero dei fatti o a un sindacato sull'"illogicità" ordinaria della motivazione.
  • Elementi quali dossier della DDA/DNA, risultanze investigative e osservazioni delle forze dell'ordine, corrispondenza ambigua, contatti tramite terzi detenuti e disponibilità economiche anomale del nucleo familiare possono costituire fondamento probatorio idoneo a sostenere la sussistenza di una perdurante pericolosità.
  • La semplice mancanza di nuove condanne o l'assenza di accertati contatti recenti non esclude automaticamente la sussistenza di collegamenti o la persistenza di pericolosità: va valutato il complesso degli elementi probatori.
  • Nei ricorsi avverso provvedimenti 41-bis, la difesa deve articolare censure di diritto o dimostrare la totale carenza di motivazione; deduzioni meramente fattuali e contestazioni apodittiche difficilmente superano il vaglio di legittimità.

Testo integrale

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