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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12260/2022 del 04/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP che aveva rigettato l'opposizione ex art. 263, comma 5, c.p.p. al decreto del Pubblico Ministero di rigetto dell'istanza di restituzione di prodotti derivati dalla canapa posti in sequestro. Il ricorrente deduceva la mancata prova della natura stupefacente delle sostanze sequestrate, richiamando la consulenza della Polizia Scientifica favorevole all'indagato e sostenendo che il PM non avesse dimostrato l'idoneità drogante dei campioni; censurava inoltre la motivazione del GIP come contraddittoria e la ritenuta ammissibilità di un ulteriore accertamento come legittimazione dell'inerzia investigativa del PM.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la decisione del GIP di mantenere il sequestro probatorio per consentire accertamenti sull'effettiva efficacia drogante dei derivati della canapa, anche qualora il contenuto di THC sia particolarmente basso. La Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimità che ammette la configurabilità del reato di commercializzazione di derivati della cannabis sativa anche con THC inferiore alla soglia normativa, salvo prova che i prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 263, comma 5, cod. proc. pen.

    art. 263, comma 5, cod. proc. pen.

    Regola la opposizione al provvedimento di rigetto; il giudice valuta se sussistono elementi tali da giustificare il mantenimento del sequestro probatorio per finalità investigative

  • artt. 187 e ss. cod. proc. pen.

    artt. 187 e ss. cod. proc. pen.

    Richiamati nel motivo di ricorso come norme procedurali rilevanti per la disciplina del sequestro e dei relativi rimedi; la Corte non ha ravvisato violazioni procedurali tali da inficiare l'ordinanza impugnata

  • art. 73, commi 1 e 5, d.P.R. n. 309/1990

    art. 73, commi 1 e 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma penale sugli stupefacenti applicata alla commercializzazione di derivati della cannabis; la Corte conferma che la cessione/commercializzazione può integrare il reato anche se il contenuto di THC è basso, salvo prova della totale assenza di efficacia drogante

  • Legge 2 dicembre 2016, n. 242, art. 4, commi 5 e 7

    art. 4, commi 5 e 7, legge 2 dicembre 2016, n. 242

    La legge disciplina la coltivazione di specifiche varietà di canapa; tuttavia la Corte precisa che la liceità della coltivazione non esclude automaticamente la rilevanza penale della commercializzazione di derivati che abbiano efficacia drogante

  • Direttiva 2002/53/CE, art. 17

    art. 17, direttiva 2002/53/CE

    Richiamata per la nozione di varietà iscritte nel Catalogo comune; utilizzata per distinguere la disciplina civile/agraria dalla valutazione penalistica dell'efficacia drogante dei derivati

  • Sez. U, n. 30475 del 30/05/2019 (Castignani)

    Sez. U, n. 30475 del 30/05/2019, Castignani

    Giurisprudenza di legittimità che afferma la configurabilità del reato di commercializzazione di derivati della cannabis anche con THC inferiore ai limiti indicati, salvo prova della totale mancanza di efficacia drogante

  • Sez. 6, n. 1245 del 17/11/2020 (Balestra)

    Sez. 6, n. 1245 del 17/11/2020, dep. 2021, Balestra

    Conferma la possibilità di sequestro preventivo di cannabis light anche con THC inferiore allo 0,5%, rimettendo alle fasi successive l'accertamento concreto dell'efficacia drogante

  • Sez. 3, n. 3465 del 03/10/2019 (Pirlo)

    Sez. 3, n. 3465 del 03/10/2019, dep. 2020, Pirlo

    Stabilisce che nel riesame del sequestro probatorio il giudice verifica la sussistenza dell'astratta configurabilità del reato e l'idoneità degli elementi a giustificare ulteriori indagini, non entrando nel merito definitivo della fondatezza dell'accusa

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese per il ricorrente; applicata per imporre il pagamento delle spese e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • La mera indicazione di una percentuale di THC inferiore a soglie normative non esclude automaticamente la possibilità di sequestro o di incriminazione quando è contestata la commercializzazione: è necessario valutare l'effettiva efficacia drogante del prodotto in concreto
  • In sede di opposizione al sequestro probatorio (art. 263 c.p.p.) il giudice verifica l'astratta configurabilità del reato e l'idoneità degli elementi a giustificare ulteriori indagini, non svolge un giudizio di merito definitivo sull'accusa
  • Esiti tossicologici favorevoli all'indagato non comportano automaticamente il dissequestro se permangono dubbi sulla capacità del prodotto di produrre effetti psicotropi; per ottenere il dissequestro serve una prova convincente dell'assenza di efficacia drogante
  • Il mantenimento del sequestro per consentire accertamenti supplementari (analisi chimiche o perizie) è legittimo quando tali indagini non sarebbero altrimenti possibile senza la sottrazione o la disponibilità del bene da parte dell'autorità giudiziaria
  • La distinzione tra liceità della coltivazione di specifiche varietà di canapa e rilevanza penale della commercializzazione dei loro derivati è centrale: la normativa agraria non preclude controlli e accertamenti in materia penale
  • Chi propone opposizione al sequestro deve fornire, per ottenere il dissequestro, elementi probatori idonei a escludere l'offensività della condotta ovvero la capacità drogante concreta del prodotto

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