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Sentenza

Sentenza n. 1216/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Toscana (sezione terza) n. 01506/2022, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202305175

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione comunale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un compendio immobiliare, adottata per mancata ottemperanza a un’ordinanza di demolizione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno contestato la sentenza del TAR Toscana che aveva respinto il ricorso contro l’acquisizione gratuita del compendio immobiliare. Hanno dedotto, in sintesi, il difetto di motivazione dell’atto, per non avere il Comune considerato le difficoltà di demolizione dell’intero fabbricato, l’avvio dei lavori prima della scadenza e il loro asserito completamento nei giorni successivi; la mancata considerazione dell’avvenuta demolizione prima dell’accertamento dell’inottemperanza; l’oggettiva impossibilità di demolire il manufatto in cemento armato senza un nuovo progetto strutturale e un nuovo titolo edilizio, con conseguente non imputabilità dell’inottemperanza; l’illegittimità dell’acquisizione perché adottata a distanza di anni, quando i lavori sarebbero già stati eseguiti; nonché la mancata comunicazione di avvio del procedimento. In memoria è stata inoltre prospettata, per la prima volta, l’omessa applicazione dell’art. 34 d.P.R. 380/2001.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e confermato la sentenza del TAR. Richiamando i principi dell’Adunanza plenaria n. 16/2023, ha affermato che, decorso il termine fissato nell’ordinanza di demolizione, eventualmente prorogato dall’amministrazione, l’accertamento negativo dell’ottemperanza dà atto di un’acquisizione al patrimonio comunale già verificatasi ex lege con la scadenza del termine; l’acquisizione decorre quindi da tale momento e non può essere impedita da una demolizione eseguita successivamente. Nel caso concreto, il Comune aveva concesso una proroga di 60 giorni, ma alla scadenza del termine prorogato del 12 settembre 2013 il fabbricato non era stato demolito; i lavori erano iniziati soltanto il 13 settembre e la loro successiva ultimazione non risultava provata ed era comunque irrilevante ai fini dell’effetto acquisitivo già prodotto. Le difficoltà tecniche non integravano un’assoluta impossibilità di demolizione, necessaria per escludere l’imputabilità dell’inottemperanza, anche perché la società aveva già ottenuto una proroga proprio per tali difficoltà. L’atto di acquisizione è stato ritenuto adeguatamente motivato mediante il richiamo all’ordinanza di demolizione, al verbale di accertamento dell’inottemperanza e alla nota tecnica relativa all’area ulteriore acquisita. La natura vincolata e doverosa dell’acquisizione escludeva il rilievo invalidante della mancata comunicazione di avvio del procedimento; inoltre, l’ordinanza di demolizione aveva già avvisato della conseguenza acquisitiva. La censura relativa all’art. 34 d.P.R. 380/2001 è stata dichiarata inammissibile perché proposta soltanto in memoria, in violazione del divieto di domande e motivi nuovi in appello. Gli appellanti sono stati condannati alle spese del grado, liquidate in euro 3.000, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    90 giorni dalla notifica dell’ordinanza di demolizione, salva la proroga eventualmente disposta

    La mancata ottemperanza entro il termine, anche prorogato, comporta l’acquisizione ex lege dell’immobile abusivo e dell’area indicata nell’ordinanza al patrimonio comunale; l’effetto acquisitivo si produce alla scadenza del termine.

  • art. 34 d.P.R. 380/2001

    La censura relativa alla sua omessa applicazione è stata dichiarata inammissibile perché proposta per la prima volta in memoria e non con l’atto di appello.

  • art. 104 c.p.a.

    Vieta la proposizione in appello di domande e motivi nuovi, salvo le eccezioni previste dalla legge; la nuova censura relativa all’art. 34 d.P.R. 380/2001 è stata pertanto dichiarata inammissibile.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quanto alla trattazione da remoto nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale prevista dall’art. 31 d.P.R. 380/2001 si produce ex lege alla scadenza del termine assegnato nell’ordinanza di demolizione, eventualmente prorogato dall’amministrazione, qualora l’opera non sia stata integralmente demolita; il successivo provvedimento comunale ha natura doverosa e vincolata e dà formalmente atto di un effetto già verificatosi.
  • La demolizione iniziata ma non completata entro il termine assegnato non impedisce l’acquisizione al patrimonio comunale. Anche l’eventuale completamento successivo alla scadenza è irrilevante, perché l’effetto acquisitivo si è già prodotto e il privato non può più disporre del bene acquisito.
  • Per escludere l’acquisizione per non imputabilità dell’inottemperanza, il destinatario dell’ordine di demolizione deve provare un’assoluta impossibilità di adempiere, non essendo sufficienti generiche difficoltà tecniche o organizzative; l’onere della prova grava sul destinatario.
  • L’atto vincolato di acquisizione gratuita è adeguatamente motivato mediante il richiamo all’ordinanza di demolizione non ottemperata, al verbale di accertamento dell’inottemperanza e agli atti tecnici che individuano il bene e l’eventuale area ulteriore acquisita.
  • La natura vincolata dell’acquisizione gratuita esclude, in linea generale, che la mancata comunicazione di avvio del procedimento determini l’illegittimità dell’atto, soprattutto quando l’interessato sia già stato informato nell’ordinanza di demolizione della conseguenza acquisitiva.
  • In appello non possono essere introdotti per la prima volta in memoria nuovi motivi di illegittimità non dedotti con il ricorso di primo grado o con l’atto di appello.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoAppello
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEccesso di potereVizi formali non invalidanti

Testo integrale

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