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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49732/2023 del 14/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte di Appello di Bari del 9/12/2022 che aveva confermato la condanna di primo grado per rapina impropria pluriaggravata, lesioni volontarie e resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Deducevano: (1) violazione di legge per mancata applicazione delle norme più favorevoli introdotte dal D.lgs. n.150/2022 ("Riforma Cartabia") in tema di pene sostitutive (artt. 53, 55, 56-bis L. 689/1981 e art. 20-bis c.p.), chiedendo la conversione della semidetenzione in lavoro di pubblica utilità o in semilibertà; (2) eccessività della pena e vizio di motivazione, sostenendo che la collaborazione avrebbe dovuto contenere la pena nei minimi edittali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Sul primo motivo ha ritenuto applicabile la disciplina transitoria dell'art. 95 del D.lgs. 150/2022: poiché ai ricorrenti era già stata applicata la sanzione sostitutiva della semidetenzione (anche se la sentenza non era ancora passata in giudicato) trova applicazione il comma 2 dell'art. 95 che mantiene per quelle situazioni la disciplina previgente; resta comunque la possibilità di chiedere la conversione in semilibertà al magistrato di sorveglianza. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto congrua la determinazione della pena e la motivazione della Corte di merito (uso corretto dei criteri di cui all'art. 133 c.p. e indicazione dei motivi per gli aumenti per continuazione). I ricorrenti sono inoltre condannati alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 ("Riforma Cartabia"), art. 95

    Disciplina transitoria sulle pene sostitutive: comma 1 consente l'applicazione delle nuove e piu' favorevoli disposizioni ai procedimenti pendenti in primo o secondo grado alla data del 30/12/2022; comma 2 stabilisce che le sanzioni sostitutive della semidetenzione e della liberta' controllata gia' applicate o in corso di esecuzione al momento dell'entrata in vigore continuano ad essere regolate dalle norme previgenti, consentendo comunque la richiesta di conversione in semiliberta' al magistrato di sorveglianza.

  • Legge 24 novembre 1981, n. 689, artt. 53, 55 e 56-bis

    Prevedono le pene sostitutive alla detenzione (semidetenzione, semiliberta', lavoro di pubblica utilita' etc.). Le modifiche introdotte dal D.lgs. 150/2022 modificano la disciplina delle sostitutive; la Corte ha valutato l'applicabilita' delle nuove disposizioni in base alle norme transitorie (art. 95).

  • Codice penale, art. 20-bis

    Norma introdotta per recepire negli effetti del codice penale le modifiche alle pene sostitutive; la sua applicazione retroattiva ai procedimenti pendenti e' regolata dall'art. 95 del D.lgs. 150/2022.

  • Codice di procedura penale, art. 666

    Indicata come procedura per chiedere al giudice dell'esecuzione (magistrato di sorveglianza) l'applicazione o la conversione della pena sostitutiva una volta divenuta irrevocabile la sentenza; la Cassazione ha richiamato questo rimedio per i casi pendenti in Cassazione alla data di entrata in vigore della riforma.

  • Codice penale, art. 133

    Criteri per la determinazione della pena: la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione dei criteri indicati dal primo giudice e dalla Corte d'appello nel fissare la pena base e gli aumenti per continuazione.

  • Codice penale, art. 628, comma 3, n. 3-bis

    Aggravante ostativa richiamata in tema di rapina: la Corte ha ritenuto che l'attenuante della riparazione non fosse prevalente rispetto all'aggravante ostativa, influenzando la determinazione della pena.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali dei ricorrenti dopo il rigetto del ricorso in Cassazione.

Massime di principio

  • Se alla data di entrata in vigore del D.lgs. n.150/2022 (30/12/2022) la sanzione sostitutiva della semidetenzione era gia' stata applicata o in corso di esecuzione, continua ad applicarsi la disciplina previgente (art. 95, comma 2); la conversione secondo le nuove norme non e' rimessa alla Corte di Cassazione ma al magistrato di sorveglianza mediante istanza di esecuzione.
  • Per i procedimenti pendenti in primo o secondo grado alla data di entrata in vigore, le nuove disposizioni piu' favorevoli possono trovare applicazione direttamente nel giudizio d'appello; per i procedimenti pendenti in Cassazione la riforma prevede rimedi tramite il giudice dell'esecuzione una volta formatosi il giudicato (art. 95, comma 1).
  • La Corte di legittimita' limita il proprio sindacato al rispetto della legge e della motivazione: la valutazione del merito sulla conversione o applicazione di una pena sostitutiva e' riservata al giudice dell'esecuzione o al giudice del rinvio, non alla Cassazione.
  • La contestazione di eccessivita' della pena richiede di dimostrare l'insufficienza o illogicita' della motivazione del giudice di merito; la mera invocazione di collaborazione o comportamento riparatorio non garantisce automaticamente la riduzione al minimo edittale se ricorrono aggravanti ostative o adeguata motivazione per una pena superiore.
  • In presenza di aggravanti ostative (es. art. 628, comma 3, n. 3-bis per la rapina) l'operativita' di attenuanti puo' essere limitata; occorre verificare la prevalenza nella motivazione del giudice.
  • Per chi cerca l'applicazione retroattiva di norme piu' favorevoli relative a pene sostitutive, il percorso corretto dipende dalla fase processuale alla data di entrata in vigore della norma: istanza al giudice dell'esecuzione o deduzione in sede di merito se il procedimento e' ancora in grado d'appello.

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