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Sentenza

Sentenza n. 518/2026 - Cagliari, Sezione 2

per l'accertamento e la dichiarazione dell'illecita ed abusiva occupazione del suolo di proprietà della ricorrente, distinto in catasto al foglio 53, mappale 2468 (ex 189/B), di complessivi mq 500; per la condanna alla restituzione del medesimo immobile alla società ricorrente; nonché per la condanna del Comune di Quartu Sant'Elena al risarcimento dei danni al riguardo asseritamente subiti dalla ricorrente in ragione del mancato godimento del bene; in via subordinata, qualora si ritenesse che la proprietà del bene sia già passata all’Amministrazione, per la condanna del Comune di Quartu Sant'Elena al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, subiti dalla ricorrente per la perdita della proprietà dell’area, oltre accessori come per legge.

Giustizia amministrativa202200411

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: occupazione senza titolo di un'area di proprietà privata e mancata restituzione, con domanda risarcitoria

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illecita e abusiva occupazione, da parte del Comune, di un'area di sua proprietà di originari 500 mq, la restituzione del bene e il risarcimento dei danni derivanti dal mancato godimento. In via subordinata, ha domandato il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali per la perdita della proprietà, qualora si fosse ritenuto che questa fosse già passata all'amministrazione. Nel corso del giudizio il Comune ha adottato, ai sensi dell'art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001, un provvedimento di acquisizione al patrimonio indisponibile comunale di una porzione dell'area, pari a 270 mq, determinando contestualmente l'indennizzo spettante alla ricorrente in euro 22.235,77. Il Comune ha quindi chiesto la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. All'udienza pubblica anche la difesa della ricorrente ha dichiarato di concordare sulla sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla ricorrente e dell'adozione, nelle more del giudizio, del provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001, con contestuale determinazione dell'indennizzo. Il Collegio ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo, non residuasse interesse alla prosecuzione del giudizio originario, poiché le pretese restitutorie e risarcitorie risultavano canalizzate nell'eventuale contenzioso relativo al provvedimento acquisitivo. Le spese sono state compensate in ragione della complessità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuto difetto di interesse

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, per sopravvenienze intervenute nel corso del giudizio, viene meno l'interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell'ambito della disciplina applicabile alla definizione del giudizio.

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    Consente all'amministrazione di acquisire al proprio patrimonio indisponibile il bene utilizzato senza titolo per scopi di interesse pubblico, con contestuale determinazione dell'indennizzo spettante al proprietario.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio instaurato per ottenere la restituzione di un immobile occupato senza titolo o il risarcimento del danno per equivalente, l'amministrazione adotta un provvedimento di acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001, la domanda originaria diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché le pretese del privato devono essere fatte valere nell'eventuale contenzioso relativo al provvedimento acquisitivo.
  • La dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, quando coerente con le sopravvenienze intervenute nel giudizio, impone al giudice amministrativo di prenderne atto in applicazione del principio dispositivo e di dichiarare l'improcedibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseEfficacia ed esecutorietà

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