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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14441/2024 del 09/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la convalida dell'arresto eseguito in relazione al reato di furto aggravato commesso il 11 novembre 2023. Il ricorso, pur formalmente anche volto a contestare la misura cautelare (obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), si concentra sulla convalida dell'arresto ed è articolato in due censure: (i) errata qualificazione del fatto, proponendo in via difensiva che si tratterebbe di tentativo e non di furto consumato; (ii) inesistenza dello stato di flagranza, sostenendo che gli operatori sarebbero intervenuti successivamente ai fatti su richiesta dei dipendenti del supermercato. Tali censure, però, non sono supportate da determinazioni fattuali e non confutano il dato processuale rilevante del pacifico rinvenimento, nell'immediatezza del fatto, dell'intera refurtiva sulla persona dell'arrestata.

La decisione

Il tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di determinazione delle censure avanzate. Ha ritenuto irrilevanti le circostanze dedotte a sostegno dell'assenza di flagranza rispetto al chiaro rilievo probatorio costituito dal ritrovamento immediato dell'intera refurtiva addosso alla ricorrente. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Decisione resa il 9 febbraio 2024.

Massime di principio

  • I ricorsi contro la convalida dell'arresto devono essere formulati con determinazione: è necessario esporre fatti e ragioni specifiche che giustifichino la diversa qualificazione o l'assenza di flagranza.
  • La mera contestazione di una diversa qualificazione giuridica (es. tentativo vs consumazione) senza motivazioni concrete e senza indicazione di elementi fattuali ostativi non è sufficiente ad ammettere il gravame.
  • Per contestare lo stato di flagranza occorre sollevare circostanze che incidano sull'immediatezza del rinvenimento o sull'identificazione del colpevole; il ritrovamento dell'intera refurtiva sulla persona immediatamente dopo il fatto è elemento forte a favore della flagranza.
  • Le censure meramente assertive o generiche sono suscettibili di dichiarazione di inammissibilità e possono comportare la condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende).
  • In situazioni analoghe, il difensore dovrebbe ricostruire con precisione la sequenza temporale, indicare testimoni e prove che supportino la ricostruzione alternativa e spiegare perché gli elementi a sostegno della flagranza non sarebbero affidabili.

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