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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27311/2026 del 20/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza di patteggiamento aveva applicato all27imputato la pena di un anno e quattro mesi di reclusione, con sospensione condizionale, per partecipazione a un27associazione criminale transnazionale finalizzata alla commissione di reati fiscali, in particolare all27emissione di fatture per operazioni inesistenti, nonche9 al riciclaggio dei proventi illeciti. Al ricorrente era attribuito il ruolo di partecipe con compiti esecutivi, consistente nel fornire denaro contante di provenienza illecita che veniva ritirato dai sodali per la monetizzazione delle fatture false. Il giudice aveva inoltre disposto la confisca delle somme in sequestro. Con il ricorso si denunciava, ai sensi dell27art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p., la violazione dell27art. 11 l. n. 146/2006 e il vizio motivazionale in ordine all27accertamento del profitto e alla sua riconducibilite0 alla sfera patrimoniale del ricorrente. In particolare, si sosteneva che la confisca per equivalente fosse illegittima perche9 il giudice non aveva motivato sull27impossibilite0 della confisca diretta; che il lungo iato temporale tra cessazione dell27associazione e ablazione dei beni imponeva una motivazione rafforzata sul nesso tra somme sequestrate e profitto; che la quantificazione del profitto fosse debole perche9 basata solo su due file rinvenuti nel computer della societe0 senza ulteriori riscontri individualizzanti; e che, avendo l27imputato ammesso solo pochi trasporti di contante ed essendo stato dichiarato estraneo ai reati fine, non fosse dimostrato che il denaro fosse entrato nella sua sfera economico-patrimoniale. La Corte ha ritenuto che il ricorso fosse inammissibile sia perche9 manifestamente infondato, sia perche9 in parte diretto a contestazioni di merito non consentite in cassazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto, in primo luogo, che il delitto di associazione per delinquere sia idoneo a generare un profitto autonomo rispetto ai reati-fine e che, nel caso concreto, la confisca delle somme sequestrate nel 2025, a fronte della cessazione del sodalizio nell27agosto 2021, integrasse una confisca per equivalente, non richiedendo quindi la motivazione sull27impossibilite0 della confisca diretta. Ha inoltre affermato che, nella vicenda, autore del reato e percettore del profitto coincidevano, sicche9 la misura ablativa poteva colpire direttamente l27imputato. Quanto alla quantificazione del profitto, ha ritenuto che la motivazione di merito fosse saldamente ancorata a intercettazioni, alle ammissioni dell27imputato e ai file excel rinvenuti nella societe0, da cui emergeva che l27imputato aveva consegnato complessivamente 29.462.675 euro in contanti nel periodo indicato e che il profitto era stato correttamente calcolato nel 5% di tale importo, pari a 147.313,37 euro. Le doglianze difensive sono state considerate fattuali e quindi inammissibili nel giudizio di legittimite0. Conseguentemente il ricorrente e8 stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    richiamato quale base della sentenza di patteggiamento emessa dal G.i.p.

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    norma invocata per denunciare violazione di legge e vizio motivazionale, ma le censure sono state ritenute inammissibili o manifestamente infondate

  • art. 11 l. 16 marzo 2006, n. 146

    qualora la confisca delle cose che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato non sia possibile, il giudice ordina la confisca di somme di denaro, beni o altre utilità di cui il reo ha la disponibilite0...

    nei reati transnazionali consente la confisca per equivalente; la Corte la ritiene applicabile anche alla sentenza di patteggiamento

  • art. 3 l. 16 marzo 2006, n. 146

    rileva come norma che qualifica il reato come transnazionale ai fini della confisca speciale ex art. 11

  • art. 416 cod. pen.

    il delitto di associazione per delinquere e8 considerato produttivo di un profitto autonomo rispetto ai reati-fine

  • art. 24-ter d.lgs. n. 231 del 2001

    richiamato in via interpretativa quale conferma indiretta che l27associazione per delinquere puf2 generare un profitto rilevante ai fini ablativi

  • art. 616 cod. proc. pen.

    in caso di inammissibilite0 del ricorso comporta la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria

  • Corte Cost. sent. n. 186 del 13/06/2000

    richiamata per affermare che, in assenza di colpa nella causa di inammissibilite0, non si applica la sanzione pecuniaria; nel caso concreto tale assenza non e8 stata ravvisata

  • Sez. U, n. 13783 del 26/09/2024, dep. 2025, Massini

    le somme di denaro hanno natura di confisca diretta solo se vi e8 prova della derivazione causale dal reato; in difetto, l27ablazione va qualificata come confisca per equivalente

  • Sez. 2, n. 5778 del 30/11/2022, dep. 2023, Maggioni

    la confisca per equivalente ex art. 11 l. n. 146/2006 e8 legittima anche nella sentenza di patteggiamento

  • Sez. 2, n. 30255 del 03/03/2017, Lauricella

    richiamata per il principio che l27associazione per delinquere genera un profitto autonomo

  • Sez. 3, n. 44912 del 07/04/2016, Bernasconi

    richiamata per il medesimo principio sul profitto autonomo dell27associazione

  • Sez. 5, n. 15205 del 25/02/2016, Edil Fiorentini Srl

    richiamata per il medesimo principio sul profitto autonomo dell27associazione

  • Sez. 3, n. 26721 del 04/03/2015, Montella

    richiamata per il medesimo principio sul profitto autonomo dell27associazione

Massime di principio

  • Il delitto di associazione per delinquere puf2 generare un profitto autonomo, distinto dai vantaggi derivanti dai singoli reati-fine, ed esso puf2 costituire oggetto di ablazione.
  • Nei reati transnazionali, l27art. 11 l. n. 146/2006 consente la confisca di valore quando la confisca diretta del prodotto, profitto o prezzo non sia possibile; la misura e8 applicabile anche alla sentenza di patteggiamento.
  • La distinzione tra confisca diretta e confisca per equivalente delle somme di denaro dipende dalla prova della derivazione causale del denaro dal reato, non dalla natura fungibile del bene sequestrato.
  • Se la somma sequestrata e8 stata acquisita in un momento successivo rispetto alla cessazione del sodalizio e non e8 dimostrata la sua derivazione immediata dal reato, l27ablazione va qualificata come confisca per equivalente.
  • Quando autore del reato e percettore del profitto coincidono, non occorre il previo passaggio ablativo su un distinto soggetto destinatario del vantaggio.
  • Le doglianze che contestano la ricostruzione del ruolo dell27imputato, la quantificazione del profitto o l27attendibilite0 del compendio probatorio sono inammissibili in cassazione se si risolvono in una diversa lettura del fatto e delle prove.
  • In caso di ricorso inammissibile, segue la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilite0.

Come è indicizzato

MaterieDichiarazione fraudolentaBancarotta fraudolentaRiti alternativiSequestroImpugnazioni
RamiReati tributariReati fallimentariProcesso penale
IstitutiConfiscaInutilizzabilità della prova

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