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Sentenza

Sentenza n. 55/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Larino, in funzione di giudice del lavoro, n. 6/2025 depositata in data 15.1.2025, resa nel giudizio avente numero di R.G. 660/2023.

Giustizia amministrativa202500272

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Larino, quale giudice del lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta del docente per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precario)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Larino n. 6/2025, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto, quale docente precaria con supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto, al beneficio della carta del docente per cinque anni scolastici, per l'importo complessivo di euro 2.500,00, oltre rivalutazione e interessi, e il Ministero era stato condannato ad accreditare tale somma mettendo a disposizione la carta docente o altro strumento equipollente. La ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione e ha chiesto la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore mancata esecuzione. Il TAR ha verificato il passaggio in giudicato della sentenza, attestato dal Tribunale di Larino il 3 giugno 2025, la previa notificazione al Ministero, in copia conforme e tramite PEC, il 16 gennaio 2025, nonché l'idoneità del titolo giudiziale a essere eseguito mediante il giudizio di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto ammissibile l'azione perché la sentenza civile azionata era passata in giudicato, era stata notificata all'Amministrazione in copia conforme e costituiva un titolo suscettibile di esecuzione mediante ottemperanza. Ha precisato che, a seguito della modifica dell'art. 475 c.p.c. applicabile dal 28 febbraio 2023, non è più necessaria la spedizione in forma esecutiva delle sentenze del giudice ordinario, essendo sufficiente la copia attestata conforme all'originale. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza civile, mettendo a disposizione della ricorrente la carta docente o altro strumento equipollente per i cinque anni scolastici indicati, con attribuzione della somma complessiva di euro 2.500,00, oltre rivalutazione e interessi, entro 40 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, se anteriore. Per l'eventualità di persistente inadempimento, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale ministeriale competente per gli ordinamenti scolastici, con facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli ulteriori 40 giorni per l'esecuzione previa istanza della ricorrente. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 750,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 1, lett. c), c.p.a.

    al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato

    Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi alle statuizioni contenute in un giudicato, anche quando il titolo da eseguire è una sentenza del giudice ordinario del lavoro.

  • art. 475 c.p.c.

    Le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti dell'autorità giudiziaria, nonché gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale, per valere come titolo per l'esecuzione forzata, ai sensi dell'articolo 474, per la parte a favore della quale fu pronunciato il provvedimento o stipulata l'obbligazione, o per i suoi successori, devono essere rilasciati in copia attestata conforme all'originale, salvo che la legge disponga altrimenti

    Per le sentenze del giudice ordinario, a decorrere dal 28 febbraio 2023, la copia attestata conforme all'originale è sufficiente per portare il titolo a esecuzione; non è più richiesta la spedizione in forma esecutiva.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149

    Ha introdotto le modifiche alla disciplina della forma del titolo esecutivo giudiziale richiamate dal giudice con riferimento all'art. 475 c.p.c.

  • legge 29 dicembre 2022, n. 197

    Ha modificato la disciplina introdotta dal d.lgs. n. 149/2022, concorrendo alla formulazione applicabile dell'art. 475 c.p.c. richiamata nella decisione.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l'esecuzione delle statuizioni ineseguite contenute in una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, quando l'obbligo di conformazione grava su una pubblica amministrazione, ai sensi dell'art. 112, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • Per le sentenze del giudice ordinario, dopo il 28 febbraio 2023, ai fini dell'esecuzione è sufficiente la notificazione alla pubblica amministrazione di una copia attestata conforme all'originale; non è necessaria la spedizione del titolo in forma esecutiva.
  • Accertati il passaggio in giudicato, la previa notificazione del titolo e l'inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di adempiere entro un termine ultimativo e nominare fin d'ora un commissario ad acta per il caso di persistente inottemperanza.
  • Il commissario ad acta può essere individuato, ratione muneris, nel dirigente dell'amministrazione competente per materia, con facoltà di delega, prevedendo che l'attivazione avvenga su istanza della parte dopo la vana scadenza del termine assegnato all'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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