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Sentenza

Sentenza n. 1081/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento: - 1) dell'Ordinanza n. -OMISSIS-, notificata il -OMISSIS- (cfr. doc. 1) con la quale il Responsabile del Settore Urbanistica del Comune di Tramonti “ingiunge”, ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. n. 380/01 e degli artt. 146, 167 e 181 D. Lgs. 42/200, la rimozione ed il ripristino dello stato dei luoghi delle opere di cui in premessa, così descritte: “Copertura di un terrazzo preesistente, avente struttura in elevazione costituita da n.6 tubolari in acciaio ancorati sul parapetto perimetrale del terrazzo, n. 8 tubolari in acciaio orizzontali che formano il telaio in elevazione della struttura, soprastante lamiera coibentata grecata, ringhiera perimetrale in copertura in acciaio, n.1 canali di gronda e n. 2 scossaline”; - 2) del rapporto prot. n.-OMISSIS- del personale dell'U.T.C., in servizio presso il Settore Tecnico del Comune di Tramonti; - 3) d’ogni atto presupposto, collegato o conseguenziale richiamati nel provvedimento impugnato, anche ove non conosciuto o di epoca remota;

Giustizia amministrativa202300658

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a una copertura metallica di circa 12 mq realizzata su un terrazzo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale adottata ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. 380/2001 e degli artt. 146, 167 e 181 del d.lgs. 42/2004, deducendo che la copertura del terrazzo fosse un'opera di modeste dimensioni, aperta sui lati, priva di autonoma destinazione e di autonomo valore di mercato, funzionale alla protezione e all'ombreggiamento del terrazzo preesistente. Hanno sostenuto che l'intervento non richiedesse il permesso di costruire, non determinasse aumento di volume o carico urbanistico e avesse natura pertinenziale, con conseguente illegittimità della sanzione demolitoria. Sono stati dedotti violazione e falsa applicazione della disciplina edilizia, difetto di istruttoria e di motivazione, travisamento dei fatti, contraddittorietà, illogicità, sproporzione della misura e mancato avvio del procedimento. I ricorrenti hanno inoltre richiamato il rigetto, da parte del G.I.P., della richiesta di sequestro preventivo, sostenendo che il Comune avrebbe dovuto considerare tale valutazione e motivare l'eventuale dissenso. Nel corso del giudizio i ricorrenti hanno depositato una S.C.I.A. in sanatoria ex art. 37 del d.P.R. 380/2001, presentata nel 2023, e una successiva integrazione del 2026 con istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36-bis, dichiarando che i relativi procedimenti erano ancora pendenti.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito le censure rivolte contro l'ordinanza di demolizione. Ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che la presentazione della S.C.I.A. in sanatoria e della successiva istanza di accertamento di conformità ha fatto venir meno l'interesse attuale alla decisione sull'originaria ordinanza di ripristino. L'interesse dei ricorrenti si è infatti trasferito sull'eventuale impugnazione del futuro provvedimento comunale conclusivo dei procedimenti di sanatoria, ancora in itinere; il Comune aveva preannunciato il diniego con comunicazione ex art. 10-bis l. 241/1990, ma non aveva ancora definito le istanze. Il giudice ha richiamato l'orientamento secondo cui la presentazione di un'istanza di sanatoria relativa alle opere oggetto di demolizione rende inefficace il provvedimento sanzionatorio e improcedibile l'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse. Ha inoltre richiamato, quale ulteriore profilo sistematico, l'incompatibilità tra la richiesta di sanatoria e la contestuale affermazione giudiziale della piena legittimità delle opere, in applicazione del principio nemo potest venire contra factum proprium. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Richiamato nell'ordinanza comunale quale base del potere demolitorio; il TAR non ne ha esaminato nel merito l'applicazione.

  • art. 37 d.P.R. 380/2001

    La presentazione della S.C.I.A. in sanatoria relativa alle opere contestate ha determinato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione sull'impugnazione dell'ordinanza di demolizione.

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001, introdotto dalla legge 105/2024

    La successiva istanza di accertamento di conformità, ancora pendente, ha spostato l'interesse dei ricorrenti sull'eventuale provvedimento conclusivo del procedimento di sanatoria.

  • artt. 146, 167 e 181 d.lgs. 42/2004

    Richiamati nell'ordinanza impugnata con riferimento alla tutela paesaggistica; la sentenza non ha definito nel merito la loro applicazione.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il Comune aveva comunicato i motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, senza tuttavia aver ancora adottato il provvedimento finale; pertanto il procedimento di sanatoria era ancora pendente.

Massime di principio

  • La presentazione, da parte del proprietario di opere abusive oggetto di ordinanza di demolizione, di un'istanza di sanatoria o di accertamento di conformità rende improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse il ricorso proposto contro l'ordinanza demolitoria, poiché l'interesse attuale si trasferisce sull'eventuale impugnazione del provvedimento conclusivo del procedimento di sanatoria.
  • La pendenza del procedimento di sanatoria impedisce al giudice amministrativo di esaminare nel merito le censure rivolte contro l'originaria ordinanza di demolizione, quando l'esito della sanatoria può incidere sulla permanenza dell'interesse alla decisione.
  • La richiesta amministrativa di sanatoria delle opere è incompatibile con la contestuale pretesa processuale secondo cui le medesime opere sarebbero integralmente legittime ab origine; tale condotta può rilevare alla luce del principio nemo potest venire contra factum proprium.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazioneAbuso del diritto e del processo

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