Ordinanza n. 1810/2026 - Napoli, Sezione 5
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'ordinanza del Comune di Terzigno n. 69 dell'11.6.2026 avente ad oggetto “Annullamento provvedimento AUA n. 01 del 5.11.2018. Conclusione del procedimento pratica SUAP AU 00003-2025. Ordinanza di chiusura attività in via Borde snc - foglio 21 p.lla 228 sub 3 e 4”; - del provvedimento del SUAP del Comune di Terzigno prot. n. 11649 dell'11.6.2026 avente ad oggetto “Annullamento provvedimento AUA n. 01 del 5.11.2018. Conclusione negativa del procedimento pratica SUAP AU 00003-2025. Ordinanza e cessazione di qualsivoglia attività esercitata nei locali ubicati in Terzigno (NA) alla via Borde snc - foglio 21 p.lla 228 sub 3 e 4”; - della nota prot. m. 19405 del 4.7.2025 avente ad oggetto l'avvio del procedimento finalizzato all'annullamento in autotutela dell'AUA n. 01 del 5.11.2018; - della nota prot. n. U-0004956 del 13.6.2025 dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio; - della nota prot. n. 3718 del 15/06/2026 dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio acquisita al protocollo comunale n. 14339 del 18.5.2026; - della nota prot. n. 10556 del 25.5.2026 trasmessa dalla Città Metropolitana di Napoli; - del provvedimento di dissenso emanato dal Comune di Terzigno nell'ambito della Conferenza di Servizi; - di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza comunale e provvedimento SUAP di annullamento dell'AUA e di cessazione dell'attività, unitamente agli atti del procedimento di autotutela e della conferenza di servizi
Esito
Favorevole al ricorrente (operatore economico)
Prevale il privato
La controversia
L'impresa ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, l'ordinanza del Comune di Terzigno e il provvedimento del SUAP con cui sono stati annullati in autotutela l'AUA n. 01 del 5 novembre 2018 e il procedimento SUAP, disponendo la chiusura e la cessazione di ogni attività nei locali indicati. Sono stati inoltre contestati gli atti presupposti, tra cui l'avvio del procedimento di autotutela, le note dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio e della Città Metropolitana di Napoli e il dissenso espresso dal Comune nell'ambito della conferenza di servizi. In sede cautelare è stata dedotta, con specifico rilievo, l'incompetenza del Comune di Terzigno ad adottare l'atto di autotutela dell'AUA, in applicazione del principio del contrarius actus, secondo il precedente del TAR Campania n. 2266 del 2026 e la giurisprudenza ivi richiamata.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'efficacia dei provvedimenti impugnati. Ha ravvisato il fumus boni iuris nella censura relativa all'incompetenza del Comune ad adottare l'atto di autotutela dell'AUA, alla luce del principio del contrarius actus e dei precedenti giurisprudenziali richiamati. Ha ravvisato il periculum in mora nel rischio di immediata cessazione dell'attività, con pregiudizio grave e irreparabile per la continuità aziendale, i livelli occupazionali e il completamento del processo di delocalizzazione. L'udienza pubblica è stata fissata per il 9 febbraio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della natura interinale del provvedimento.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.
Massime di principio
- In sede cautelare, sussiste il fumus boni iuris quando appare plausibile la censura di incompetenza dell'amministrazione che ha adottato l'atto di autotutela relativo a un'autorizzazione unica ambientale, qualora il principio del contrarius actus imponga l'intervento dell'autorità competente all'adozione dell'atto originario.
- Il periculum in mora è ravvisabile quando l'immediata cessazione dell'attività economica comprometta gravemente e irreparabilmente la continuità aziendale, i livelli occupazionali e il completamento di un processo di delocalizzazione già in corso.
Come è indicizzato
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