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Sentenza

Sentenza n. 2847/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600161

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego dell’istanza di concessione di suolo pubblico per l’installazione di un dehors, verbale di contestazione e sequestro della Polizia Municipale del 20 gennaio 2026 e atti connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il diniego comunale della concessione di suolo pubblico per un dehors presso il proprio esercizio commerciale e il verbale di contestazione e sequestro elevato il 20 gennaio 2026. Ha dedotto: (a) formazione del silenzio-assenso ai sensi dell’art. 20 l. 241/1990 e del regolamento comunale sui dehors, conseguente carenza di potere in concreto del Comune e violazione dell’art. 21-nonies; (b) violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 per omessa comunicazione dei motivi ostativi, lesione del contraddittorio procedimentale, sviamento e difetto d’istruttoria; (c) violazione degli artt. 2 e 2-bis l. 241/1990 per tardività, lesione del legittimo affidamento e illogicità; (d) violazione del regolamento comunale sui dehors, anche con riferimento ai suoi artt. 3, 4 e 5, per difetto d’istruttoria, travisamento, illogicità, contraddittorietà, difetto di motivazione e inosservanza del principio tempus regit actum e di leale collaborazione; (e) illegittimità derivata e autonoma del verbale di contestazione e sequestro, per violazione degli artt. 21-bis, 21-ter e 21-quater l. 241/1990 e carenza dei presupposti. Dopo l’accoglimento cautelare limitato alla violazione dell’art. 10-bis, la società ha dichiarato il 19 ottobre 2026 che il Comune avrebbe adottato un nuovo provvedimento autorizzativo e ha chiesto dichiararsi cessata la materia del contendere, senza documentare l’affermazione.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito i motivi di ricorso. Ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse, sulla base delle deduzioni della stessa ricorrente circa l’adozione di un nuovo provvedimento autorizzativo, deduzioni confermate in udienza, e del principio dispositivo del processo amministrativo. Non ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere né accertato la legittimità del diniego o del verbale. In sede cautelare era stata accolta l’istanza limitatamente all’omessa comunicazione dei motivi ostativi ex art. 10-bis l. 241/1990, imponendo al Comune il riesame in contraddittorio, con salvezza delle successive determinazioni. Spese compensate per la peculiarità della fattispecie e l’andamento del giudizio.

Massime di principio

  • Il ricorso amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse quando il ricorrente deduce che l’amministrazione ha adottato un nuovo provvedimento satisfattivo e tale deduzione, confermata in udienza, rende non più attuale l’utilità della decisione, secondo il principio dispositivo che informa il processo amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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