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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34521/2021 del 16/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (locatore)

La controversia

Una persona assegnataria di un alloggio ERP nel Comune di Pisa riteneva che nel contratto di assegnazione fosse compreso anche un locale garage. Nel 2009 le veniva notificata un'ordinanza ingiunzione per il pagamento di canoni di locazione relativi al garage per oltre quattromila euro. L'opposizione proposta davanti al Tribunale di Pisa era stata accolta con annullamento dell'ingiunzione; la Corte d'appello di Firenze aveva invece riformato la decisione, ritenendo esistente un contratto di locazione verbale del garage. La ricorrente ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi avverso la sentenza d'appello, ma il testo non ne riporta il contenuto specifico, limitandosi a dare atto che il ricorso era stato ritenuto manifestamente fondato nella proposta del relatore. Le controparti sono rimaste intimate e non si sono costituite in cassazione.

La decisione

La Corte di cassazione non ha esaminato i motivi del ricorso perché ha rilevato un vizio processuale di improcedibilità: nell'allegato al ricorso mancava l'attestazione di conformità del difensore prevista dall'art. 9, commi 1-bis e 1-ter, della legge n. 53 del 1994. Poiché le controparti non si erano costituite, non vi erano elementi per ritenere sanato tale difetto tramite eventuali depositi della controparte. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile; nessuna pronuncia sulle spese, per mancata costituzione degli intimati; è stato inoltre dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 375 c.p.c.

    richiamato solo per la trattazione camerale non partecipata del ricorso

  • art. 9, commi 1-bis e 1-ter, L. n. 53 del 1994

    la mancanza dell'attestazione di conformità del difensore nell'allegato al ricorso impedisce l'esame del gravame e comporta improcedibilità se il vizio non risulta sanato

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    la declaratoria di improcedibilità integra il presupposto processuale per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato quale base del contributo unificato cui si aggiunge l'ulteriore importo in caso di improcedibilità

  • art. 53 della L. n. 53 del 1994

    richiamato indirettamente tramite i commi sull'attestazione di conformità

  • Cass. n. 27480 del 30/10/2018

    citata come precedente sul vizio di improcedibilità per mancanza di attestazione di conformità

  • Cass. n. 7610 del 18/03/2021

    citata a conferma dell'orientamento sull'improcedibilità e sulla sanabilità del vizio

  • Sez. U n. 22438 del 2018

    richiamata nei precedenti come arresto nomofilattico sul tema

  • Sez. U n. 8312 del 2019

    richiamata nei precedenti come arresto nomofilattico sul tema

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, la mancanza dell'attestazione di conformità prevista dalla legge per gli atti allegati può determinare l'improcedibilità del ricorso, quando il vizio non risulti sanato secondo le condizioni ammesse dalla giurisprudenza.
  • La sanatoria del vizio di deposito può dipendere dalla costituzione della controparte e dal deposito, da parte sua, degli atti necessari; in assenza di costituzione degli intimati non è possibile presumere la sanatoria.
  • La declaratoria di improcedibilità dell'impugnazione comporta, in difetto di costituzione della controparte, la regolazione delle spese nel senso della loro mancata liquidazione e può integrare il presupposto per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniLocazione abitativaLocazione commerciale
RamiProcesso civileLocazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaDecadenza

Testo integrale

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