Cassazione Penale, Sentenza n. 43853/2024 del 29/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava il diniego dell'applicazione della disciplina del reato continuato rispetto a due condanne: una per rapina (commessa il 13/06/2017) e l'altra per plurimi tentativi di furto aggravato in abitazione (episodi del 28/06/2017 e agosto 2017). Lieta difesa sosteneva l'esistenza di un unico disegno criminoso richiamando la prossimità temporale, l'identità del bene giuridico leso e l'omogeneità delle modalità. Il Tribunale di Latina aveva ritenuto invece che mancassero elementi probatori di una preventiva ideazione unitaria, qualificando i fatti come espressione di scelte estemporanee e di una generale inclinazione delinquenziale (anche alla luce della dichiarazione di delinquenza abituale).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la motivazione del Tribunale che, pur riconoscendo contiguità temporale e identità tipologica, ha evidenziato differenze significative nelle modalità esecutive (tentativi di furto in abitazione vs rapina violenta commessa in concorso) e l'assenza di elementi che dimostrassero una preventiva e unitaria progettazione dei reati. La Corte ha inoltre chiarito che, sebbene non gravasse sul condannato un onere di allegazione rigido, l'assenza di indici probatori a sostegno della continuazione può precludere il riconoscimento dell'istituto. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008 (Di Maria)
Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008, dep. 2009, Di Maria, rv. 243632
Per il reato continuato è necessaria l'esistenza di una anticipata e unitaria ideazione delle violazioni, desumibile di regola da indici esteriori evocativi di un dato progettuale già presente nella mente del reo.
Sez. 1, n. 37555 del 13/11/2015 (Bottari)
Sez. 1, n. 37555 del 13/11/2015, dep. 2016, Bottari, rv. 267596
Non è sufficiente un programma generico: la preventiva ideazione deve individuare, fin dal primo episodio, i successivi almeno nelle loro connotazioni fondamentali.
Sez. 6, n. 44214 del 24/10/2012 (Natali)
Sez. 6, n. 44214 del 24/10/2012, Natali, rv. 254793
La successione di episodi che evidenzia natura occasionale o determinazione estemporanea esclude l'identità del disegno criminoso, anche se sussistono contiguità spazio-temporale e nesso funzionale.
Sez. 2, n. 40123 del 22/10/2010 (Marigliano)
Sez. 2, n. 40123 del 22/10/2010, Marigliano, rv. 248862
La recidiva o l'abitualità a delinquere non integrano automaticamente l'elemento intellettivo tipico della continuazione (unità di ideazione).
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, rv. 270074
Il riconoscimento della continuazione, anche in sede di esecuzione, richiede verifica approfondita di concreti indicatori (omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, modalità di condotta, sistematicità, abitudini di vita) che dimostrino la preventiva programmazione almeno nelle linee essenziali.
Sez. 1, n. 12914 del 23/02/2022
Sez. 1, n. 12914 del 23/02/2022, rv. 283083
La mancata allegazione di elementi favorevoli non può, di per sé, determinare negativamente la decisione; tuttavia la prova dell'esistenza di un comune disegno criminoso deve essere effettiva e non limitarsi a indici neutri compatibili con la mera inclinazione a delinquere.
Massime di principio
- Per qualificare più reati come reato continuato è necessario dimostrare che, al momento del primo episodio, esistesse già una programmazione unitaria dei reati almeno nelle linee essenziali; la mera somiglianza tipologica o la vicinanza temporale non sono sufficienti.
- Il giudice deve valutare indicatori concreti (omogeneità delle condotte, contiguità spazio-temporale, modalità esecutive, sistematicità, abitudini di vita) e non può ritenere la continuazione sulla base di un generico programma criminoso.
- L'assenza di un onere formale di allegazione a carico del condannato non impedisce che la mancanza di elementi probatori concreti ostacoli il riconoscimento della continuazione; pertanto chi richiede la continuazione ha un forte interesse a presentare indici utili all'accertamento.
- La dichiarazione di delinquenza abituale o la tendenza a commettere reati non equivalgono all'esistenza dell'elemento intenzionale specifico della continuazione (unità di ideazione).
- In sede di esecuzione il giudice compie un esame analogo a quello del giudizio di cognizione: serve una verifica approfondita, e la valutazione deve essere logicamente motivata per resistere al controllo di legittimità.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 29 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 43704/2024 del 29/11/2024
- Sentenza penale · 29 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 43705/2024 del 29/11/2024
- Sentenza penale · 29 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 43707/2024 del 29/11/2024
- Sentenza penale · 29 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 43708/2024 del 29/11/2024
- Sentenza penale · 29 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 43709/2024 del 29/11/2024
- Sentenza penale · 29 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 43712/2024 del 29/11/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →