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Ordinanza

Ordinanza n. 3096/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia - del provvedimento Prot. n. 327 del 15/12/2025 di revoca del permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale, notificato in data 07/01/2026 – per evidente errore materiale è riportato sul verbale di notifica 07/12/2025 – adottato dalla Questura di Caserta; - di ogni atto o provvedimento presupposto o consequenziale, successivo, presupposto o preparatorio, anteriore o conseguente.

Giustizia amministrativa202602579

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale, fondata sull'accertata falsità della dichiarazione di ospitalità

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, il provvedimento della Questura di Caserta che ha revocato il permesso di soggiorno per lavoro stagionale. Sono stati impugnati anche gli atti presupposti, preparatori, consequenziali e comunque connessi. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che il provvedimento si fonda sull'accertamento della falsità della dichiarazione di ospitalità. Il testo non espone gli ulteriori motivi di ricorso né le specifiche censure dedotte.

La decisione

Il TAR non ha ancora deciso la domanda cautelare. Ha ritenuto necessario acquisire la documentazione istruttoria relativa all'accertamento della falsità della dichiarazione di ospitalità posta a base della revoca, con particolare riferimento alla relazione del Commissariato di Aversa richiamata nel provvedimento impugnato. Ha quindi ordinato all'amministrazione di depositare tale documentazione in tempo utile per la successiva camera di consiglio e ha rinviato la trattazione della domanda cautelare al 10 giugno 2026. L'ordinanza non contiene una valutazione definitiva sulla legittimità della revoca, né sul fumus boni iuris o sul periculum in mora.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

    La disposizione è richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare il ricorrente e altri soggetti citati.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    e dell’articolo 10 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016

    La disposizione è richiamata, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando la domanda cautelare riguarda un provvedimento amministrativo fondato su un accertamento fattuale non adeguatamente documentato in giudizio, il giudice può disporre l'acquisizione della documentazione istruttoria necessaria per verificare la consistenza dell'accertamento prima di decidere sulla cautela.
  • Se il provvedimento impugnato richiama una relazione amministrativa quale fondamento dell'accertamento posto a base della decisione, il giudice può ordinare all'amministrazione di depositare in giudizio tale relazione e gli ulteriori atti istruttori pertinenti.
  • L'ordine di deposito della documentazione istruttoria e il rinvio della trattazione cautelare costituiscono una decisione interlocutoria e non implicano, di per sé, una valutazione definitiva sulla legittimità dell'atto impugnato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoTutela cautelare

Testo integrale

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