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Sentenza

Sentenza del 11/06/2021 n. 801 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Controllo ex art. 36-bis D.P.R. 600/73 - Correzione di errore materiale o di calcolo - Necessità - Disconoscimento perdite pregresse - Iscrizione a ruolo diretta - Illegittima

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo ex art. 36-bis D.P.R. 600/73; la cartella richiedeva il versamento di maggiore imposta derivante dal disconoscimento di perdite pregresse iscritte in dichiarazione e contestate dall'Amministrazione in ragione dell'omessa presentazione della dichiarazione relativa a un periodo d'imposta intermedio. Questione centrale: legittimità dell'iscrizione a ruolo diretta quando la maggiore imposta non deriva da mero controllo cartolare o dalla correzione di errori materiali o di calcolo, ma da valutazioni che implicano esercizio del potere di accertamento.

La decisione

Il giudice ha ritenuto illegittima la cartella di pagamento emessa con iscrizione a ruolo diretta perché la pretesa tributaria derivava dal disconoscimento di perdite pregresse e richiedeva valutazioni e verifiche non riconducibili a un mero controllo cartolare né a correzioni di errori materiali o di calcolo. Di conseguenza la cartella è stata annullata/respinta nella parte in cui si era proceduto direttamente a iscrizione a ruolo della maggiore imposta senza procedere mediante un atto di accertamento motivato.

Norme richiamate

  • D.P.R. 600/1973, art. 36-bis

    art. 36-bis D.P.R. 600/73

    L'iscrizione a ruolo diretta della maggiore imposta emersa in sede di controllo ex art. 36-bis è consentita solo quando il maggior dovuto risulti da un mero controllo cartolare o da correzione di errori materiali o di calcolo; se è necessaria la valutazione di profili di fatto o di diritto che comportano l'esercizio del potere di accertamento, l'Amministrazione non può procedere con l'iscrizione a ruolo diretta ma deve adottare gli atti di accertamento previsti.

Massime di principio

  • L'iscrizione a ruolo diretta ai sensi del controllo ex art. 36-bis è legittima solamente quando la differenza d'imposta deriva da errori materiali o di calcolo o da verifiche esclusivamente documentali senza valutazioni di merito.
  • Quando la rettifica impone valutazioni di fatto o di diritto (es. disconoscimento di perdite pregresse, contestazioni sulla sussistenza di componenti di reddito/deduzioni, ricostruzioni in base a elementi probatori), l'Amministrazione deve esercitare il potere di accertamento mediante un atto motivato e non può limitarsi all'iscrizione a ruolo diretta.
  • Il disconoscimento di perdite riferite a periodi precedenti o correlate a dichiarazioni non presentate per periodi intermedi configura tipicamente una questione valutativa che richiede procedimento di accertamento e non è sanabile tramite semplice iscrizione a ruolo.
  • Per il contribuente: impugnare la cartella fondata su iscrizione a ruolo diretta quando la pretesa richiede valutazioni di merito; richiedere l'annullamento per violazione del prescritto procedimento di accertamento.
  • Per l'Amministrazione: prima di iscrivere a ruolo importi che derivano da valutazioni complesse, adottare gli atti di accertamento previsti per garantire il contraddittorio e la motivazione, evitando il rischio di annullamento giudiziale della cartella.

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