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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06873/2025 del 19/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile del delitto di ricettazione relativo a un ciclomotore rinvenuto presso la sua abitazione. Con il primo motivo ha dedotto difetto di motivazione sull'affermazione di responsabilità, sostenendo che non sarebbe stata adeguatamente dimostrata la corrispondenza tra il mezzo rinvenuto e quello oggetto di furto. Con il secondo motivo ha lamentato vizio di motivazione sulla determinazione della pena, assumendo che la sanzione non fosse stata contenuta nel minimo edittale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo perché la Corte territoriale aveva già spiegato in modo puntuale la corrispondenza tra il ciclomotore sequestrato e quello rubato, valorizzando la coincidenza del numero di telaio tra denuncia di furto e verbale di sequestro e qualificando come irrilevante un errore materiale presente nel capo d'imputazione. Ha ritenuto manifestamente infondato anche il secondo motivo, osservando che la dosimetria della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito ex artt. 132 e 133 c.p. e non è censurabile in cassazione se non in presenza di arbitrio o manifesta illogicità; inoltre, una pena prossima al minimo edittale o comunque significativamente inferiore al medio edittale non richiede una motivazione particolarmente intensa. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, senza statuizioni sulle spese della parte civile.

Norme richiamate

  • art. 132 c.p.

    Richiamato insieme all'art. 133 c.p. come parametro della discrezionalità del giudice nella determinazione della pena.

  • art. 133 c.p.

    Indicato come criterio guida per la graduazione della pena da parte del giudice di merito, insindacabile in cassazione se non per arbitrio o manifesta illogicità.

Massime di principio

  • In tema di ricettazione, la motivazione sulla riferibilità del bene all'oggetto del furto è sufficiente quando il giudice di merito dia conto, con elementi oggettivi, della corrispondenza tra il bene rinvenuto e quello denunciato come rubato; un mero errore materiale nel capo di imputazione non incide, di per sé, sulla tenuta della motivazione se il dato identificativo corretto è comunque desumibile dagli atti.
  • La determinazione della pena è espressione di discrezionalità del giudice di merito e può essere censurata in cassazione solo se risulti arbitraria o frutto di un ragionamento manifestamente illogico.
  • Quando la pena irrogata è prossima al minimo edittale, o comunque sensibilmente inferiore al medio edittale, l'onere motivazionale del giudice sulla quantificazione sanzionatoria può essere contenuto, non essendo richiesto un particolare sforzo giustificativo.
  • Un ricorso fondato su censure già adeguatamente disattese in appello e privo di effettivo confronto con la motivazione della sentenza impugnata è esposto alla declaratoria di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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