Sentenza n. 10800/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l'annullamento -previa tutela cautelare - del provvedimento di diniego del visto per motivi di lavoro subordinato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d'interesse, rilevando che il rilascio del visto ha fatto venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia di annullamento del diniego. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione della definizione in rito e della sussistenza di giusti motivi.
Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di diniego del visto d'ingresso nel territorio nazionale per motivi di lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a. Nelle more della decisione sull'istanza cautelare, il Ministero ha comunicato che la competente sede diplomatica aveva rilasciato il visto richiesto.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare era stata proposta ai sensi della disposizione, ma non è stata esaminata nel merito perché il successivo rilascio del visto ha fatto venir meno l'interesse alla decisione.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso è stato definito con declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza d'interesse, anche se la disposizione non è espressamente richiamata nel testo.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Costituisce il riferimento per l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Sono richiamati quale base ulteriore per la tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Il rilascio, nelle more del giudizio, del titolo amministrativo richiesto dal ricorrente fa venir meno l'interesse concreto e attuale alla pronuncia di annullamento del precedente diniego e comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d'interesse.
- La sopravvenuta carenza d'interesse può essere dichiarata anche prima dell'esame dell'istanza cautelare quando l'amministrazione abbia integralmente soddisfatto la pretesa sostanziale mediante il rilascio del titolo richiesto.
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