Sentenza n. 3502/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento del provvedimento nr. -OMISSIS- Imm. di rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro emesso dal Questore di -OMISSIS- il 21.02.2022 e notificato il 26.09.2022.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro adottato dal Questore
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, fondato sulla condanna per un reato ritenuto indicativo di mancato inserimento sociale e di spiccata pericolosità sociale, tale da non consentire una prognosi positiva sulla non reiterazione dei reati. Ha contestato l’insussistenza della pericolosità sociale e la presenza di legami affettivi e familiari in Italia, deducendo una causa di inespellibilità. Nel corso del giudizio il Ministero ha depositato l’aggiornamento della posizione del ricorrente, dal quale risultava che egli era stato espulso dal territorio nazionale il 24 febbraio 2023 in esecuzione di un provvedimento prefettizio di espulsione adottato ai sensi dell’art. 13, comma 2, lett. c), d.lgs. 286/1998.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L’espulsione intervenuta nel corso del giudizio ha fatto venir meno l’utilità concreta conseguibile con l’eventuale annullamento del diniego, poiché il ricorrente, non trovandosi più nel territorio italiano, non avrebbe potuto beneficiare del permesso di soggiorno, il cui rilascio presuppone la presenza dell’interessato in Italia. Il Collegio ha inoltre osservato, in via incidentale, che il ricorso non appariva comunque fondato nel merito, rilevando la condanna definitiva per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni, considerati reati ostativi al soggiorno degli stranieri per la loro gravità e per l’allarme sociale ai sensi dell’art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 13, comma 2, lett. c), d.lgs. 286/1998
Il provvedimento di espulsione adottato durante il giudizio ha determinato il venir meno dell’interesse concreto all’annullamento del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno.
art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998
La condanna definitiva per reati di particolare gravità può costituire causa ostativa al soggiorno dello straniero, in ragione dell’intrinseca gravità dei fatti e dell’allarme sociale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
art. 73, comma 3, c.p.a.
Il giudice deve segnalare alle parti la possibile definizione della controversia sulla base di una questione rilevata d’ufficio, quale la sopravvenuta improcedibilità per carenza di interesse.
Massime di principio
- L’impugnazione del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, durante il giudizio, lo straniero sia stato espulso dal territorio nazionale e l’eventuale annullamento del diniego non possa procurargli alcuna utilità concreta e attuale.
- La condanna definitiva per reati di particolare gravità, quali violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni, può essere valutata quale causa ostativa al soggiorno dello straniero ai sensi dell’art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998, in ragione della gravità dei fatti e dell’allarme sociale connesso.
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