Cassazione Penale, Sentenza n. 2373/2023 del 20/01/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte d'Appello di Perugia che aveva confermato la responsabilità per bancarotta fraudolenta per distrazione e aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di bancarotta semplice. Il ricorrente ha sollevato quattro motivi: (1) violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla ritenuta distrazione del denaro (saldo di cassa e versamento bancario contestato), (2) violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla distrazione di cespiti ammortizzabili, (3) omessa motivazione circa la richiesta di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, (4) difetto di motivazione in relazione alla mancata sostituzione della pena ex art. 53 legge 689/1981.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto non manifestamente infondato, in parte, il primo motivo nella parte relativa alla presunta distrazione del saldo di cassa di euro 337,41 rispetto al maggior versamento bancario di euro 4.000 effettuato lo stesso giorno. Tuttavia, valutata la decorrenza del termine di prescrizione (reato commesso il 16 luglio 2019) tenendo conto della sospensione per legittimo impedimento (10/04/2018 - 15/05/2018) e dell'interruzione, la prescrizione è risultata maturata il 20 febbraio 2022. Ne è conseguito l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione; sono state dichiarate inammissibili in questa sede la seconda e la terza doglianza (la terza per mancanza di specificità) e assorbito il quarto motivo.
Norme richiamate
art. 219, comma 3, legge fallimentare
La Corte d'appello aveva riconosciuto la circostanza attenuante prevista dalla norma, rideterminando in mitius il trattamento sanzionatorio; la Cassazione riporta che tale attenuante era stata previamente riconosciuta ma la decisione è stata annullata per prescrizione del reato.
art. 53, legge 689/1981
Il ricorrente aveva censurato la mancata sostituzione della pena ai sensi di questa norma; la Corte di Cassazione ha ritenuto la questione assorbita con l'accertamento dell'estinzione del reato per prescrizione.
Regole sulla prescrizione e sulle sue interruzioni/sospensioni
La Corte ha applicato i principi sul calcolo della prescrizione tenendo conto della sospensione per legittimo impedimento e dell'interruzione dei termini, con conseguente maturazione della prescrizione il 20/02/2022 e annullamento senza rinvio.
Massime di principio
- Se la prescrizione del reato è ormai maturata, la Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato.
- Le censure di merito sulla valutazione della prova (ricostruzione fattuale) sono spesso inammissibili in Cassazione se si limitano a proporre una diversa lettura dei fatti anziché indicare errori di diritto o insufficienza logico-giuridica della motivazione.
- Una doglianza generica o priva di specificità (es. richiesta di rinnovazione dell'istruttoria senza indicare punti determinanti) rischia di essere respinta per insufficiente specificazione.
- La contestazione di omissioni motivazionali relative a sostituzioni di pena o applicazioni di norme speciali (es. art. 53 l. 689/1981) può risultare assorbita se sopravviene un motivo ostativo decisivo come l'estinzione per prescrizione.
- Nel calcolo della prescrizione vanno conteggiate eventuali sospensioni (es. per legittimo impedimento) e interruzioni; chi difende deve verificare e contestare esattamente tali periodi per evitare il maturare della prescrizione.
- Fatti complessi come versamenti bancari effettuati contestualmente a prelievi di cassa possono ingenerare dubbi sulla sussistenza della distrazione: per contestare efficacemente una condanna è utile dimostrare chiaramente la destinazione effettiva delle somme o fornire elementi che disconoscano la resa giustificativa dei pagamenti.
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