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Ordinanza

Ordinanza n. 735/2026 - Milano, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento denominato ordinanza dirigenziale n. 19 del 03/02/2026 emesso dal Comune di Inveruno, avente ad oggetto l'applicazione della sanzione amministrativa per la realizzazione di opere abusive realizzate-Determinazione provvedimenti di cui all’art. 41 del d.p.r. 380/01-Non ottemperanza ordinanza dirigenziale n. 75 del 01.08.2025, notificato al ricorrente in data 03/02/2026; del provvedimento denominato ordinanza dirigenziale n. 20 del 03/02/2026 emesso dal Comune di Inveruno, avente ad oggetto l'applicazione della sanzione amministrativa per la realizzazione di opere abusive realizzate-determinazione provvedimenti di cui all’art. 41 del d.p.r. 380/01-non ottemperanza ordinanza dirigenziale n. 84 del 12.09.2025, notificato al ricorrente in data 03/02/2026; di ogni altro atto presupposto, connesso e comunque consequenziale, ancorché di data e tenore sconosciuto, che incida sfavorevolmente sulla posizione giuridica dei ricorrenti.

Giustizia amministrativa202601190

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanze dirigenziali comunali nn. 19 e 20 del 3 febbraio 2026, recanti sanzioni amministrative per opere abusive e determinazione dei provvedimenti ex art. 41 d.P.R. 380/2001 per mancata ottemperanza a precedenti ordinanze

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (destinatari sanzioni edilizie)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato due ordinanze dirigenziali con cui il Comune ha applicato sanzioni amministrative in relazione alla realizzazione di opere abusive e alla mancata ottemperanza a precedenti ordinanze dirigenziali dell'agosto e del settembre 2025, chiedendone l'annullamento e la sospensione cautelare. Il testo dell'ordinanza non espone specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio il TAR aveva disposto un incombente istruttorio con ordinanza n. 473 del 22 aprile 2026; il Comune non ha fornito riscontro.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso gli effetti degli atti impugnati. La decisione cautelare è stata motivata dal mancato riscontro del Comune all'ordinanza istruttoria n. 473 del 22 aprile 2026. Ai fini della decisione di merito, il Collegio ha reiterato l'ordine istruttorio già impartito, assegnando al Comune un nuovo termine di sessanta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza. La trattazione del merito è stata fissata per il 7 aprile 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 41 d.P.R. 380/2001

    La norma è richiamata quale base dei provvedimenti comunali relativi alla determinazione delle conseguenze della mancata ottemperanza agli ordini concernenti opere abusive; l'ordinanza non ne sviluppa l'interpretazione.

  • art. 55 c.p.a.

    È richiamato quale fondamento della domanda e della decisione cautelare di sospensione degli effetti degli atti impugnati.

Massime di principio

  • Il mancato riscontro dell'amministrazione a un ordine istruttorio del giudice amministrativo può giustificare, nella fase cautelare, la sospensione degli effetti degli atti impugnati e la reiterazione dell'ordine istruttorio ai fini della decisione di merito.
  • Quando il giudice amministrativo accoglie una domanda cautelare sulla base della mancata produzione istruttoria dell'amministrazione, può assegnare a quest'ultima un nuovo termine per adempiere all'incombente, rinviando la definizione della controversia alla successiva udienza di merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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