Cassazione Penale, Sentenza n. 27098/2024 del 09/07/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La difesa ha impugnato la conferma della condanna per il delitto di calunnia sostenendo la manifesta illogicità della motivazione: esisterebbe una contraddizione tra l'assoluzione con formula dubitativa pronunciata dal Giudice di Pace (art. 530, comma 2 c.p.p.) in favore di Ugo Rafael Esquivel Marinos per il reato di lesioni e l'affermazione della responsabilità penale della Rodriguez per calunnia. Secondo la difesa la formula dubitativa indicherebbe l'assenza di certezza sull'innocenza dell'incolpato e, dunque, non si potrebbe ritenere provata la falsità dell'accusa necessaria per integrare il dolo del reato di calunnia.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la sentenza di assoluzione con formula dubitativa non impedisce, di per sé, la valutazione autonoma nel giudizio per calunnia: il giudice del processo per calunnia può rivalutare i fatti già esaminati nel processo contro l'incolpato e accertare se l'accusa fosse falsa e se l'imputata avesse la certezza dell'innocenza dell'incolpato. La Corte ha ritenuto congrua la ricostruzione dei giudici di merito (comportamento violento dell'imputata, minaccia di riferire falsamente alla Polizia e presentazione della querela) e ha escluso l'efficacia preclusiva della sentenza del Giudice di Pace. Il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p. (la condanna di primo grado era una pena sospesa di un anno e otto mesi confermata in appello).
Norme richiamate
art. 530, comma 2, cod. proc. pen.
art. 530, comma 2, cod. proc. pen.
Riferito alla formula dubitativa dell'assoluzione. La Corte osserva che tale formula indica incertezza sul fatto ma non impedisce che, in un processo distinto (quello per calunnia), il giudice possa autonomamente valutare la falsità dell'accusa e lo stato d'animo del denunciato.
art. 368 cod. pen.
Statuisce gli elementi del reato di calunnia (tra cui la consapevolezza della innocenza dell'incolpato). La Corte precisa che l'accertamento dell'innocenza del calunniato è presupposto del reato ma la prova di tale circostanza puo' essere effettuata nel processo per calunnia senza richiedere un previo giudizio decisorio che abbia accertato l'infondatezza dell'accusa.
artt. 651-654 cod. proc. pen.
artt. 651-654 cod. proc. pen.
Indicano i rapporti fra i giudicati in ambito civile, amministrativo e disciplinare; la Corte sottolinea che il processo penale non prevede un'analoga disciplina che attribuisca efficacia vincolante ai giudicati penali in procedimenti diversi tra loro.
art. 238-bis cod. proc. pen.
art. 238 bis cod. proc. pen.
Consente l'acquisizione in dibattimento di sentenze irrevocabili, ma la loro valutazione è rimessa agli artt. 187 e 192 c.p.p.; non impone l'automatico recepimento dei fatti o delle argomentazioni contenute nelle motivazioni di quella sentenza.
artt. 187 e 192, comma terzo, cod. proc. pen.
art. 187 e 192 comma terzo cod. proc. pen.
Regole sulla valutazione della prova e dei documenti acquisiti: la Corte ricorda che le sentenze acquisite devono essere valutate liberamente dal giudice del procedimento in cui sono introdotte.
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Norma richiamata per la condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in Cassazione.
Massime di principio
- L'assoluzione con formula dubitativa in un processo contro l'incolpato non impedisce automaticamente l'esercizio o il buon esito di un processo per calunnia: il giudice del processo per calunnia può valutare autonomamente la falsità dell'accusa e gli elementi soggettivi del reato.
- Per la calunnia è necessario il dolo specifico (la consapevolezza dell'innocenza dell'incolpato); tuttavia, la prova di tale consapevolezza è oggetto del processo per calunnia e può emergere da una valutazione complessiva degli elementi probatori, anche se nel processo contro l'incolpato è intervenuta un'assoluzione.
- Il giudicato penale ha efficacia preclusiva solo fra le stesse parti e per il medesimo imputato e fatto: sentenze intervenute in procedimenti diversi non vincolano automaticamente il giudice chiamato a decidere su altra imputazione o altro imputato.
- Sentenze irrevocabili possono essere acquisite come elemento di prova (art. 238-bis), ma il loro contenuto va valutato liberamente e non assume efficacia probatoria automatica.
- Dal punto di vista difensivo è fondamentale partecipare e chiarire la propria versione nei gradi di merito: assenza o incompletezza della difesa indeboliscono la portata delle argomentazioni in sede di Cassazione.
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