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Sentenza

Sentenza n. 258/2026 - Palermo, Sezione 5

per l'annullamento 1) dell’ordinanza n. -OMISSIS-, pratica prot. n. -OMISSIS-, emessa in data 26.02.2021, notificata in data 09.03.2021, con la quale il Capo della Ripartizione X – Abusivismo e Repressione – Fascia Costiera - Patrimonio, del Comune di Carini, ai sensi dell’art. 31 comma 4 bis D.P.R. 1 n. 380/01 ha ingiunto “di provvedere al pagamento della somma di € 20.000,00 (euro ventimila), entro novanta giorni (90 gg.) dalla notifica della presente ordinanza”; 2) di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, conseguente, connesso o collegato, ivi comprese la nota prot. n. -OMISSIS- del 21.04.2020 della Polizia Municipale e l’ordinanza di acquisizione n. -OMISSIS- dell’08.06.2020. 380/01.

Giustizia amministrativa202100865

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale che ingiungeva il pagamento di € 20.000 per inottemperanza a un ordine di demolizione, nonché gli atti presupposti, inclusa l'ordinanza di acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata ai sensi dell'art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 per la tardiva esecuzione di un ordine di demolizione del 5 dicembre 2019. Con il primo motivo hanno dedotto la violazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, del principio del legittimo affidamento e l'eccesso di potere per erronea determinazione e falsità dei presupposti, travisamento dei fatti, errore sui presupposti e ingiustizia manifesta, sostenendo che la sospensione dei termini disposta durante la pandemia da Covid-19 avrebbe interrotto o differito il termine per eseguire la demolizione. Con il secondo motivo hanno sostenuto che la responsabilità dell'abuso fosse imputabile alla madre. Con il terzo motivo hanno dedotto che l'immobile fosse stato acquisito al patrimonio comunale per un periodo significativo, prospettando l'irrilevanza o l'insussistenza dell'obbligo di demolizione a loro carico.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Quanto al primo motivo, ha ritenuto che, anche computando la sospensione dei termini emergenziale sino al 31 maggio 2020, la demolizione fosse stata eseguita tardivamente: la comunicazione di fine lavori indicava il ripristino dei luoghi al 23 marzo 2021, mentre l'ordine di demolizione risaliva al 5 dicembre 2019 e assegnava novanta giorni per l'adempimento. La sospensione emergenziale non ha quindi inciso sull'inadempimento. Il secondo motivo è stato ritenuto inconferente, poiché la responsabilità originaria dell'abuso non escludeva l'obbligo dei ricorrenti, quali proprietari iure hereditatis, di ottemperare all'ordine di demolizione. Il terzo motivo è stato ritenuto privo di incidenza sulla sanzione: dopo l'acquisizione al patrimonio comunale, i ricorrenti avevano chiesto e ottenuto l'autorizzazione a demolire a propria cura e spese, assumendo così le modalità di esecuzione. L'eventuale impugnazione dell'acquisizione è stata comunque ritenuta tardiva, non essendo stata proposta tempestivamente, e infondata per la mancata dimostrazione dell'avvenuta demolizione entro il termine. Spese compensate per le particolari circostanze fattuali.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L'obbligo di ottemperare all'ordine di demolizione grava sul proprietario del manufatto abusivo; la sua tardiva esecuzione giustifica l'applicazione della sanzione prevista dalla legge.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    di provvedere al pagamento della somma di € 20.000,00

    La disposizione costituisce la base giuridica della sanzione amministrativa pecuniaria per l'inottemperanza all'ordine di demolizione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La norma è richiamata quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte ricorrente e delle altre persone menzionate nella sentenza.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità delle persone interessate mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • La sospensione dei termini emergenziale prevista durante la pandemia da Covid-19 non esclude la tardività dell'ottemperanza a un ordine di demolizione quando, anche considerando il periodo di sospensione, la demolizione è stata eseguita oltre il termine assegnato dall'amministrazione.
  • Ai fini dell'applicazione della sanzione per inottemperanza all'ordine di demolizione, è irrilevante che la responsabilità originaria dell'abuso sia riferibile a un precedente proprietario, se il destinatario della sanzione è il proprietario attuale del manufatto, subentrato iure hereditatis, sul quale grava l'obbligo di rimozione.
  • L'acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale non impedisce al proprietario interessato di eseguire successivamente la demolizione a propria cura e spese, qualora abbia richiesto e ottenuto dall'amministrazione l'autorizzazione a procedere; tale condotta conferma l'assunzione delle modalità di esecuzione senza incidere sulla tardività già maturata.
  • L'impugnazione dell'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale proposta tardivamente e solo in via incidentale, quale atto presupposto della sanzione, non può rimettere in discussione l'acquisizione né escludere la sanzione per la mancata dimostrazione dell'ottemperanza tempestiva.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutotutelaTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunaleDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiDecadenza e tardivitàTermini del procedimentoLegittimo affidamento

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