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Sentenza

Sentenza n. 10372/2026 - Roma, Sezione 5T

per l’annullamento del provvedimento prot. n. 257515/2022 del 22.11.2022 ricevuto in data 6.12.2022 con cui il Comune di Fiumicino ha ingiunto il pagamento di € 15.120,00 a titolo di indennità e sanzione di occupazione sine titulo di un’area censita al catasto terreni al foglio 705 part. 1748 per complessivi mq 36 circa, per il periodo 2018/2022, sull’assunto che tale area apparterrebbe al demanio stradale; per l’annullamento e/o la declaratoria di sopravvenuta inefficacia - per l’area di interesse, della delibera di C.C. n. 44 del 9.3.1998 e della successiva delibera di C.C. n. 75 del 2.8.2004 e successive modifiche intervenute con delibera di C.C. n. 57/2012, delibera di C.C. n. 5/2022, delibera di C.C. n. 118/2015, che definiscono il piano particolareggiato in variante al PRG per il comprensorio di Fregene; - per l’area di interesse, della convenzione urbanistica a rogito notaio M.R. D’Ettorre di Roma del 18.11.2004 (rep. 2424/1154, reg. all’Agenzia delle entrate di Roma il 10.12.2004 al n. 107206 e trascritto a Roma il 18.12.2004 al n. 47213); - per l’area di interesse, dell’atto di cessione gratuita a rogito notaio V. Terzi di Anzio dell’11.9.2014 (rep. 25783, racc. 18368, reg. all’Agenzia delle entrate ufficio di Pomezia al n. 2928 il 19.09.2014 e trascritto a Roma il 23.9.2014 al n. gen. 41118); - per l’area di interesse, di ogni altro atto menzionato o presupposto espressamente o implicitamente nell’atto per Notar V. Terzi di Anzio dell’11.9.2014 (rep. 25783, racc. 18368); per l’annullamento in parte qua - dell’elenco immobili “tipo A” beni demaniali (aggiornato a dicembre 2022) del Comune di Fiumicino ricevuto in copia a seguito di accesso agli atti del 15.3.2023; nonché, per quanto occorrer possa, - della deliberazione C.C. della Città di Fiumicino n. 23 del 20 aprile 2021 e del regolamento sul canone unico con essa approvato, in relazione ai commi 816-847 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020).

Giustizia amministrativa202310523

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di pagamento di € 15.120,00 per indennità e sanzione relative all'occupazione sine titulo di un'area ritenuta appartenente al demanio stradale

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha trasposto in sede giurisdizionale un ricorso straordinario, opponendosi all'ingiunzione comunale relativa all'occupazione sine titulo di un'area di circa 36 mq. Ha sostenuto che l'area non fosse demaniale, perché mai interessata da opere stradali e asseritamente ricadente in zona bianca per l'inefficacia o la decadenza della pianificazione e del vincolo espropriativo. Ha inoltre dedotto di aver acquistato la proprietà per usucapione, contestando la validità o l'efficacia della convenzione urbanistica e dell'atto di cessione gratuita stipulato da terzi in favore del Comune. Ha censurato il calcolo dell'indennità, il regolamento comunale sul canone unico patrimoniale per contrasto con la legge n. 160/2019 e con parametri costituzionali, nonché l'ingiunzione per mancata comunicazione di avvio del procedimento, difetto di istruttoria e difetto di motivazione. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario.

La decisione

Il TAR ha accolto l'eccezione di difetto di giurisdizione e ha dichiarato inammissibile il ricorso, indicando come munito di giurisdizione il giudice ordinario. Il giudice ha individuato il petitum sostanziale nella contestazione della pretesa patrimoniale del Comune di ottenere un ristoro economico per l'occupazione abusiva di un bene ritenuto proprio. La controversia riguarda quindi un diritto soggettivo di natura proprietaria e patrimoniale, non l'esercizio di un potere amministrativo. Anche la contestazione della natura demaniale dell'area, l'allegata usucapione e l'invalidità o inefficacia della convenzione urbanistica e della cessione gratuita costituiscono questioni pregiudiziali tecniche da risolvere incidenter tantum dal giudice ordinario. Il TAR ha escluso che rilevi la giurisprudenza relativa alla cognizione incidentale del giudice amministrativo sulla natura demaniale di un bene, poiché in questo caso tale questione non era strumentale a una domanda rientrante nella giurisdizione amministrativa, ma serviva a paralizzare una pretesa patrimoniale dell'Amministrazione. La causa può essere riproposta davanti al giudice ordinario ai sensi dell'art. 11 c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 11 c.p.a.

    entro i termini dallo stesso previsti

    In caso di declinatoria della giurisdizione, la domanda può essere riproposta davanti al giudice indicato come munito di giurisdizione, conservando gli effetti processuali e sostanziali nei limiti e secondo i termini previsti dalla norma.

  • commi 816-847 dell'art. 1 l. 160/2019

    La disciplina statale del canone unico patrimoniale è stata richiamata dal ricorrente per contestare il regolamento comunale, ma il TAR non ne ha esaminato il merito per difetto di giurisdizione.

Massime di principio

  • La controversia avente a oggetto la pretesa patrimoniale della pubblica amministrazione di ottenere un'indennità o un risarcimento per l'occupazione sine titulo di un bene rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, poiché attiene a un diritto soggettivo e non all'esercizio di un potere amministrativo.
  • La contestazione della natura demaniale di un'area occupata dal privato appartiene alla giurisdizione ordinaria quando è proposta per paralizzare la pretesa patrimoniale dell'amministrazione relativa all'occupazione abusiva.
  • Le questioni relative all'usucapione del bene e alla validità o efficacia di una convenzione urbanistica o di un atto di cessione gratuita stipulato da terzi, quando sono dedotte per negare il diritto patrimoniale dell'amministrazione, costituiscono questioni pregiudiziali tecniche da decidere incidenter tantum dal giudice munito della giurisdizione sulla domanda principale.
  • Il giudice amministrativo può conoscere incidenter tantum della natura demaniale di un bene soltanto quando tale questione sia pregiudiziale rispetto a una domanda principale rientrante nella sua giurisdizione; non può farlo quando la domanda principale riguarda esclusivamente una pretesa patrimoniale fondata sul diritto di proprietà.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizione e riparto
RamiProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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