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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7658/2025 del 25/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava: (1) la utilizzazione, a fini probatori, di una nota della Questura di Palermo e degli allegati concernenti l'abbinamento veicolo-blocco motore eseguiti oltre il termine previsto dagli artt. 405 e 407 c.p.p., nonché l'ammissione alle prove e l'escussione del teste Gatani Santo (art. 507 c.p.p.), sostenendo l'inutilizzabilità di quegli atti e la decisività delle relative dichiarazioni; (2) la qualificazione della condotta ai sensi dell'art. 648 c.p. e la carenza motivazionale circa la riferibilità del reperto e dell'area al prevenuto, nonché l'insufficiente valutazione degli elementi probatori alternativi (chiave universale trovata in altro veicolo, natura del blocco motore compatibile con diversa autovettura).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto la censura generica poiché la difesa non ha indicato in modo specifico gli atti affetti dal vizio né dimostrato la loro decisività; inoltre la Corte ha osservato che i contenuti della deposizione di Gatani non sono stati determinanti per la dichiarazione di provenienza delittuosa del blocco motore e che il giudice di primo grado ha potuto disporre accertamenti d'ufficio ai sensi dell'art. 507 c.p.p. Sul secondo motivo la Corte ha escluso il travisamento del compendio probatorio: la sentenza di merito aveva adeguatamente motivato il collegamento del prevenuto con il luogo e con il cassone dove fu trovato il motore (uso dell'autocarro Iveco Daily in capo al prevenuto e al padre, rinvenimento di pezzi cannibalizzati e di una chiave universale in altro veicolo riconducibile al ricorrente). Conseguentemente il rigetto del ricorso è stato confermato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 405 c.p.p.

    Norma sui termini per l'esecuzione delle indagini; la Corte ha ritenuto che l'eccezione di inutilizzabilità richiede che la parte indichi gli atti specifici e ne dimostri la decisività per il giudizio, pena la genericità della censura.

  • art. 407, comma 3, c.p.p.

    Disposizione collegata ai termini delle indagini preliminari; la Corte ha richiamato l'onere della parte che eccepisce l'inutilizzabilità di specificare gli atti viziati e la loro incidenza sul compendio indiziario.

  • art. 507 c.p.p.

    Consente al giudice di compiere accertamenti d'ufficio per chiarire elementi utili al giudizio; la Corte ha ritenuto legittimo l'impulso del P.M. e l'uso di questo potere per acquisire documentazione tecnica sul rapporto veicolo-motore.

  • art. 648 c.p.

    Norma sulla ricettazione; la Corte ha ritenuto correttamente motivata la qualificazione del fatto alla luce del compendio probatorio, compresi gli indizi sulla disponibilità del mezzo e sugli elementi sintomatici di attività illecita.

Massime di principio

  • Un'eccezione di inutilizzabilità di atti d'indagine deve indicare puntualmente gli atti affetti dal vizio e dimostrarne la decisività rispetto alla decisione, altrimenti sarà considerata generica e infondata in Cassazione.
  • Gli atti eseguiti oltre i termini legalmente previsti possono, in alcuni casi, non invalidare il giudizio se il giudice ha legittimamente disposto accertamenti d'ufficio ai sensi dell'art. 507 c.p.p. e se le dichiarazioni tardive non risultano decisive per la condanna.
  • La Corte di Cassazione non rivede la valutazione del merito se la motivazione della sentenza di merito è coerente e priva di travisamenti logico-giuridici; le censure che in realtà chiedono una rivalutazione dei fatti sono inammissibili.
  • La responsabilità per ricettazione può essere valorizzata su elementi indiziari concatenati (rinvenimento del bene in aree/mezzi riconducibili all'imputato, presenza di utensili/pezzi coerenti con attività di ricettazione, assenza di spiegazioni alternative plausibili).
  • La presenza di un elemento indiziario (es. una chiave universale) ha rilevanza probatoria ma raramente è da sola decisiva; è necessario collegarla ad altri riscontri concreti e plausibili per fondare una condanna.

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