Cassazione Penale, Sentenza n. 25272/2024 del 26/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale relativo a un procedimento per accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter c.p.) e riciclaggio (art. 648-bis c.p.). Il Tribunale di Roma aveva inizialmente declinato competenza ritenendo che gli accessi abusivi e l'incasso dei vaglia clonati fossero avvenuti a Milano; il Tribunale di Milano, invece, aveva ritenuto che il reato più grave (riciclaggio) si fosse concretizzato a Roma, laddove le somme erano confluite e da cui erano poi state smistate. La questione centrale è stata determinare in quale luogo si sia perfezionato il reato di riciclaggio, in presenza di condotte frammentarie e autori diversi.
La decisione
La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha deciso che la competenza territoriale spetta al Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma. Il Collegio ha ritenuto che, nel modello fattuale contestato, l'effetto dissimulatorio propriamente integrativo del reato di riciclaggio si sia realizzato solo quando la provvista illecita è stata accreditata sul conto corrente di Daniela Sirio, ubicato a Roma; le condotte anteriori (clonazione dei vaglia, apertura di conti falsi) sono state valutate come fatti prodromici o presupposti e non come il primo atto costitutivo del riciclaggio contestato agli imputati. Conseguentemente gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Roma.
Norme richiamate
art. 615-ter cod. pen.
Delitto di accesso abusivo a sistema informatico. È stato richiamato per distinguere il reato mezzo (accesso e verifica del pagamento dei vaglia) rispetto al reato-fine di riciclaggio; la giurisprudenza richiamata individua il luogo dell'accesso nell'ubicazione del soggetto che si introduce nel sistema, non del server.
art. 648-bis cod. pen.
Delitto di riciclaggio. Il Collegio ha valutato che, in presenza di condotte frammentarie e autori diversi, l'integrazione del reato si valuta con riferimento al primo atto costitutivo della condotta di riciclaggio contestata; nel caso di specie l'effetto dissimulatorio si sarebbe realizzato con l'accredito sul conto della Sirio a Roma.
art. 16 cod. proc. pen.
Norma sul trasferimento della competenza per connessione. È stata richiamata per giustificare lo spostamento della competenza verso il giudice competente per il reato più grave quando sussiste connessione teleologica fra reati diversi.
art. 12, lett. c) cod. proc. pen. (giurisprudenza interpretativa)
Richiamata tramite la giurisprudenza citata per la nozione di connessione teleologica: non è necessaria l'identità degli autori del reato mezzo e del reato-fine purché sussista un legame finalistico effettivo.
artt. 28 e 30 cod. proc. pen.; art. 24-bis cod. proc. pen. (richieste del P.M.)
Norme procedurali citate dal P.M. nella memoria per chiedere la rimessione degli atti alla Corte regolatrice e la risoluzione del conflitto; sono state richiamate nel quadro procedurale ma non direttamente decisive sul merito della competenza territoriale.
Sez. U, n. 17325 del 26/03/2015 (Rocco)
Giurisprudenza di legittimità richiamata per stabilire il luogo di consumazione dell'accesso abusivo quale quello in cui si trova la persona che si introduce nel sistema, utile a distinguere luogo server vs luogo dell'agente.
Sez. 6, n. 30998 del 19/04/2018 (M.)
Principio secondo cui non è richiesta l'identità degli autori del reato mezzo e del reato fine per la connessione teleologica, purché sussista un reale legame finalistico; utilizzato perlegittimare l'attrazione della competenza verso il giudice del reato più grave.
Sez. 2, n. 38105 del 08/04/2021 (Brotini)
Principio che nei reati di riciclaggio realizzati con condotte frammentarie e progressive da più soggetti, la consumazione va considerata nel luogo del primo atto costitutivo della condotta tipica; criterio seguito per determinare dove è stato consumato il reato nel caso esaminato.
Sez. 1, n. 31335 del 23/03/2018 (Giugliano)
Principio per cui la competenza per territorio, in caso di reati connessi, si determina avendo riguardo alla contestazione formulata dal pubblico ministero, salvo errori macroscopici nella contestazione; conferma l'importanza della imputazione originaria nella valutazione della competenza.
Massime di principio
- In reati complessi e frammentari (es. riciclaggio realizzato tramite più atti e soggetti), la competenza territoriale si determina con riferimento al luogo in cui si realizza il primo atto costitutivo della fattispecie di reato contestata come reato principale.
- I comportamenti prodromici o i reati presupposti (es. clonazione di vaglia, apertura di conti con false generalità) possono non coincidere con il luogo di consumazione del reato di riciclaggio se l'effetto dissimulatorio si realizza successivamente in altro luogo.
- La connessione teleologica tra reato mezzo e reato fine può spostare la competenza verso il giudice competente per il reato più grave anche quando autori e luoghi dei singoli atti siano differenti, purché sussista un effettivo legame finalistico.
- Occorre verificare con attenzione la formulazione della contestazione del P.M.: la descrizione degli elementi costitutivi del reato indicata nell'imputazione è rilevante per determinare la competenza territoriale, salvo errori macroscopici nella stessa.
- Nei conflitti di competenza, è determinante individuare quale atto costituisce realmente l'elemento dissimulatorio del riciclaggio; la mera presenza di atti preparatori in un luogo non è necessariamente sufficiente a radicare la competenza in quel luogo.
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