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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25086/2024 del 26/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza di patteggiamento contestando la misura della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente fissata nella durata massima (due anni) senza alcuna motivazione. Si rileva che il veicolo risultava di proprietà dell'imputato, che il Prefetto aveva già disposto una sospensione amministrativa di sei mesi e che non si erano verificati incidenti o danni. Si denunzia violazione di legge (art. 186 d.lgs. n. 285/1992 e art. 125 c.p.p.) per mancata motivazione della scelta della durata massima della sospensione

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alla durata della sanzione amministrativa accessoria. Ha ritenuto che la sentenza impugnata non fornisse alcuna motivazione sulla scelta della durata biennale della sospensione della patente, che, trattandosi di veicolo di proprietà dell'imputato, corrisponde al massimo edittale e quindi richiedeva adeguata motivazione. Perciò la Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla durata della sospensione e ha disposto il rinvio sul solo punto al Tribunale di Pescara. Motivazione semplificata e applicazione del decreto del Primo Presidente n. 84/2016

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 186

    Disciplina le sanzioni per guida in stato di ebrezza e la sospensione della patente: la durata varia in relazione alla gravità e all'appartenenza del veicolo (se il veicolo appartiene all'imputato la forbice è 1-2 anni; se appartiene a terzi 2-4 anni). Nel caso di specie, essendo il veicolo di proprietà dell'imputato, la sospensione biennale costituisce il massimo edittale e richiede motivazione specifica se non coincidente con il minimo

  • codice di procedura penale, art. 125

    Rilevato negli atti in relazione al patteggiamento e alle questioni di motivazione; il vizio denunciato riguarda la mancanza di motivazione sulla misura della sanzione accessoria, in relazione alle regole sul giudizio di patteggiamento

  • codice di procedura penale, art. 444

    Norma che regola l'accordo di patteggiamento: la sentenza di applicazione della pena in via concordata è stata emessa ai sensi di tale articolo

  • Decreto del Primo Presidente della Corte di cassazione n. 84 dell'8 giugno 2016

    Consente, nelle ipotesi in cui sussistano principi consolidati di diritto, l'applicazione della motivazione semplificata; la Corte ha ritenuto applicabile tale modalità per la parte residua della motivazione

Massime di principio

  • La sospensione della patente applicata con sentenza di patteggiamento richiede motivazione qualora la durata si discosti dal minimo edittale o venga fissata al massimo: il giudice non può limitarsi a fissare la durata massima senza indicare le ragioni specifiche
  • Per l'art. 186 d.lgs. n. 285/1992 la durata della sospensione dipende anche dalla proprietà del veicolo: se il veicolo appartiene all'imputato la forbice è 1-2 anni; se appartiene a terzi la forbice è 2-4 anni; la corretta qualificazione della proprietà è rilevante per la quantificazione
  • Se il Prefetto ha già adottato una sospensione amministrativa della patente, il giudice penale deve tenerne conto nella determinazione della sanzione accessoria e motivare eventuale reiterazione o aumento della misura
  • La Corte di cassazione può annullare la sentenza limitatamente alla parte affetta da vizio motivazionale e rinviare al giudice di merito per rideterminare la durata della sanzione accessoria
  • La motivazione semplificata è ammissibile quando i principi giuridici applicati sono consolidati e compatibili con il caso concreto, ma non giustifica l'assenza totale di motivazione quando si sceglie una misura al massimo edittale

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