Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33590/2024 del 04/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catania che confermava la custodia cautelare in carcere per il reato di strage. Il ricorrente contestava la qualificazione del fatto (sostenendo l'inidoneità delle bombole di gas e l'assenza del dolo specifico), il travisamento delle prove (in particolare la consulenza tecnica di parte e le immagini di videosorveglianza), la mancata valutazione delle differenze di responsabilità tra concorrenti e l'assenza delle esigenze cautelari, chiedendo il riesame della gravità indiziaria e l'attenuazione o revoca della misura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili i primi due motivi perché miravano a una riconsiderazione fattuale non consentita in sede di legittimità e ha dichiarato manifestamente infondato il terzo motivo. Ha confermato la correttezza della valutazione del Tribunale secondo cui sussistono gravi indizi di colpevolezza sulla base di un convincente quadro indiziario (immagini di videosorveglianza, dichiarazioni spontanee e all'interrogatorio, accertamenti sui luoghi con odore di gas, presenza di due bombole con valvole aperte, benzina, accendini, autovettura di provenienza furtiva). Ha inoltre ritenuto infondato il motivo sulle esigenze cautelari: la misura carceraria è stata ritenuta proporzionata e necessaria per la gravità, la spregiudicatezza e il rischio di reiterazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e il ricorso è stato integralmente rigettato.

Norme richiamate

  • Art. 173, comma 1, disp. att. coord. cod. proc. pen.

    Richiamato per precisare i limiti della motivazione in cassazione: non è consentita una riconsiderazione dei fatti in sede di legittimità oltre i motivi previsti dall'articolo

  • Art. 133 cod. pen.

    Usato per giustificare l'applicazione della misura cautelare sulla base dei criteri legislativi (modalità e gravità del fatto, rischio di recidiva, allarme sociale)

  • Art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per gli adempimenti di cancelleria relativi alle comunicazioni successive alla pronuncia

  • Sez. 2, n. 27929 del 12/06/2019 (Borriello)

    Definizione del concetto di travisamento della prova: introduzione di fatti inesistenti o omessa valutazione di prova decisiva; la Corte ha escluso che ciò fosse avvenuto nel caso in esame

  • Sez. 2, n. 38184 del 06/07/2022 (Cospito)

    Affermata la validità della prova critico-indiziaria e la possibilità di operare inferenze logiche tra più elementi per ricostruire la responsabilità; richiamata per sostenere la correttezza del ragionamento indiziario del Tribunale

  • Sez. 6, n. 16740 del 24/03/2021 (Traini)

    Principio che la fattispecie di strage è incentrata sull'esposizione a pericolo della pubblica incolumità e che l'esito letale non è necessario

  • Sez. 1, n. 43681 del 13/05/2015 (Tornicchio)

    Conferma che per la strage è decisiva l'esposizione a pericolo per la pubblica incolumità, anche senza evento mortale

  • Sez. 6, n. 333 del 20/11/1998 (Cavallo)

    Giurisprudenza richiamata sulle modalità pericolose (ordigni/bombe) e sull'attenzione al contesto ambientale e temporale nella valutazione del pericolo

  • Sez. 6, n. 25770 del 17/05/2023 (Fagone)

    Ulteriori principî sulla valutazione ex ante del concreto pericolo derivante da mezzi o modalità usate

  • Sez. U, n. 27727 del 14/12/2023 (Gambacurta)

    Citata dalla difesa per sostenere differenze di responsabilità tra concorrenti; la Corte di Cassazione ha rilevato che l'argomento non scalfisce il convincimento motivato del Tribunale circa la consapevolezza e il contributo del ricorrente

  • Sez. 2, n. 38299 del 13/06/2023 (Mati)

    Richiamata in tema di esigenze cautelari: la gravità del fatto e le modalità esecutive possono giustificare la misura anche in presenza di incensuratezza

  • Sez. 2, n. 9501 del 23/02/2016 (Stamegna)

    Sostiene che lo stato di incensuratezza ha rilievo formale e non necessariamente impedisce l'applicazione di misure cautelari quando le modalità del reato suggeriscono pericolo di reiterazione

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito chiedere una nuova valutazione fattuale della prova: i motivi che puntano a rivedere i fatti sono spesso inammissibili
  • La strage è configurabile anche senza esplosione o esito mortale se l'azione ha creato un concreto pericolo per la pubblica incolumità; valutazione ex ante sulle modalità e contesto
  • La prova critico-indiziaria consente inferenze logiche tra più elementi (videosorveglianza, dichiarazioni, rilievi tecnici) e può essere sufficiente per la gravità indiziaria
  • Le ammissioni del ricorrente (es. di essere stato alla guida o dichiarazioni spontanee) rafforzano la valutazione indiziaria e possono neutralizzare contestazioni su visibilità o riconoscibilità nelle immagini
  • La mancanza di precedenti penali non esclude la custodia cautelare quando le modalità del fatto denotano spregiudicatezza, pericolo concreto e rischio di reiterazione
  • Per contestare efficacemente una misura cautelare occorre evidenziare errori di diritto o vizi motivazionali chiaramente delineati, non semplici letture alternative dei fatti
  • Se si propone una consulenza tecnica privata che contraddice rilievi investigativi (es. odore di gas, presenza di bombole), è necessario che i risultati tecnici siano decisivi e confrontati con gli accertamenti ufficiali per incidere sulla valutazione cautelare

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.