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Sentenza

Sentenza del 05/02/2025 n. 147 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado delle Marche

Determinazione del valore venale delle aree fabbricabili.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

contestazione del metodo adottato per determinare il valore venale in comune commercio dell'area fabbricabile utilizzato ai fini dell'imposizione; il ricorrente censurava l'uso di criteri non conformi ai parametri stabiliti dall'art. 5, comma 5, D.Lgs. n. 504/1992 (es. utilizzo di criteri propri dell'esproprio o comparazioni non omogenee)

La decisione

la Corte (Cass. sez. trib., n. 4394/2020) ha stabilito che il valore venale deve essere determinato facendo riferimento ai parametri vincolanti indicati dall'art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 504/1992 (zona territoriale, indice di edificabilità, destinazione d'uso consentita, oneri per lavori di adattamento, prezzi medi di aree analoghe). Inoltre la Corte ha precisato che i criteri di stima usati nell'esproprio non sono confrontabili né applicabili automaticamente alle procedure di imposizione tributaria, dato il diverso fine pubblicistico; di conseguenza la determinazione che non si attiene ai parametri di cui all'art. 5 deve ritenersi viziata (accoglimento del motivo del ricorrente e favore al contribuente)

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504/1992, art. 5, comma 5

    i parametri ivi indicati sono vincolanti per la determinazione del valore venale in comune commercio delle aree fabbricabili: devono essere considerati zona territoriale, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri per eventuali lavori di adattamento e prezzi medi di mercato di aree analoghe

  • Cass. sez. trib. n. 4394/2020 (giurisprudenza)

    Cass. sez. trib. n. 4394/2020

    la Corte afferma che non è corretto sovrapporre i criteri di stima espropriativa a quelli utilizzati per l'imposizione fiscale, poiché le finalità e i presupposti sono differenti; la giurisprudenza conferma l'obbligo di aderire ai parametri dell'art. 5 per le valutazioni ai fini tributari

Massime di principio

  • Per la valutazione del valore venale di aree fabbricabili ai fini tributari occorre applicare i parametri indicati dall'art. 5, comma 5, D.Lgs. n. 504/1992: zona, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri di adattamento, e prezzi di mercato di aree comparabili.
  • Non è corretto utilizzare i criteri di stima tipici dell'esproprio (che perseguono finalità risarcitorie e seguono prassi proprie) per determinare il valore ai fini dell'imposizione fiscale; le valutazioni espropriative e fiscali rispondono a finalità diverse e non sono automaticamente sovrapponibili.
  • Se l'amministrazione determina il valore senza considerare uno o più parametri vincolanti previsti dall'art. 5, il contribuente può impugnare la determinazione evidenziando la mancata applicazione dei parametri normativi.
  • Nella pratica di stima è importante documentare comparazioni con aree analoghe e quantificare gli oneri necessari per rendere l'area edificabile (ad es. opere di urbanizzazione o adattamento), poiché questi elementi influiscono sul valore venale riconosciuto.
  • In caso di dubbio tra metodologie diverse, prevale l'interpretazione conforme ai parametri legislativi specifici per l'imposizione; le metodologie estranee o derivate da ambiti pubblicistici differenti devono essere motivate o escluse.

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