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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37871/2025 del 20/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Pubblico Ministero ha impugnato la sentenza di assoluzione ai sensi dell'art. 648 c.p. per ricettazione, sostenendo che il giudice di primo grado ha erroneamente escluso l'elemento soggettivo. Il PM ha dedotto che, secondo consolidata giurisprudenza di legittimità, la mera disponibilità di un bene provento di reato, non accompagnata da una spiegazione attendibile dell'origine, consente di inferire la conoscenza della illecita provenienza; inoltre ha censurato la motivazione come contraddittoria e manifestamente illogica, avendo il giudice ritenuto non credibili le giustificazioni dell'imputato ma comunque assolto per ragionevole dubbio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha dichiarato legittimata all'impugnazione la Procura e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Bari in diversa persona fisica. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, in tema di ricettazione, la disponibilità della refurtiva accompagnata dall'assenza di una spiegazione attendibile sull'origine integra prova della conoscenza della provenienza illecita; ha inoltre censurato la motivazione del giudice di merito come manifestamente illogica per la contraddizione tra la valutazione di incredibilità delle dichiarazioni e l'assoluzione per dubbio.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    La Corte conferma che per il delitto di ricettazione la disponibilità di beni provento di reato, in assenza di una spiegazione attendibile sull'origine, permette di desumere la conoscenza della provenienza illecita (elemento soggettivo).

  • Legge "Nordio" (riforme procedurali citate)

    Riconosciuta la legittimazione della Procura a proporre ricorso per cassazione contro l'assoluzione pronunciata anche in rito abbreviato; la Corte conferma la facoltà del PM di impugnare in Cassazione nelle condizioni previste dalla normativa.

  • art. 23 co. 8 d.l. n. 137/2020 e art. 8 d.l. 198/2022

    Tali norme sono richiamate in relazione al contraddittorio scritto: il ricorso è stato trattato con contraddittorio scritto ai sensi delle disposizioni emergenziali/novellate indicate.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in ordine ai limiti di esposizione dei motivi di ricorso nella motivazione della sentenza di Cassazione (necessità di riferire i motivi nei limiti strettamente necessari per la motivazione).

Massime di principio

  • In caso di ricettazione, la mera disponibilità di un bene provento di reato, non giustificata da una spiegazione attendibile sull'origine, è elemento idoneo a dimostrare la conoscenza della provenienza illecita (elemento soggettivo).
  • Se il giudice ritiene non credibili le spiegazioni dell'imputato, non può comunque assolvere per dubbio senza motivare coerentemente: contraddizioni manifeste nella motivazione possono determinare l'annullamento della sentenza per vizio logico.
  • Il Pubblico Ministero può proporre ricorso per cassazione contro sentenze di assoluzione anche rese in rito abbreviato, nei limiti e secondo le novità normative (es. riforme richiamate come "Legge Nordio").
  • La Corte di Cassazione, verificata l'erronea applicazione del principio di diritto, può annullare e rinviare il procedimento per nuovo giudizio, spesso a diversa persona fisica per garantire un riesame imparziale.
  • Nelle valutazioni probatorie la mancanza di elementi che confermino l'acquisto regolare o l'acquisizione lecita di un bene, unita all'assenza di spiegazioni attendibili, consente al giudice di desumere la coscienza della provenienza delittuosa anche in assenza di prova diretta del furto.

Testo integrale

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