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Sentenza

Sentenza del 18/11/2015 n. 1086 - Comm. Trib. Prov. Campobasso

Imposta di registro della sentenza - Provvedimenti giurisdizionali non definitivi - Assoggettabilità all'imposta - Sussistenza - Successiva riforma - ConseguenzeImposta di registro della sentenza - Registrazione richiesta dall'Ufficio giudiziario - Principio di solidarietà passiva - Limiti di applicabilità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

È stata contestata la debenza dell’imposta di registro su un provvedimento giurisdizionale non definitivo, in quanto ancora impugnato o impugnabile. La doglianza riguardava anche la registrazione richiesta dall’Ufficio giudiziario e l’applicazione del principio di solidarietà passiva tra le parti del giudizio.

La decisione

La contestazione è stata respinta. I provvedimenti giurisdizionali sono assoggettabili all’imposta di registro anche quando non sono definitivi, poiché la debenza dell’imposta nasce dalla pronuncia e non è esclusa dalla sua eventuale impugnazione. La successiva riforma della sentenza consente di ottenere il conguaglio o il rimborso dell’imposta sulla base della decisione definitiva passata in giudicato. Il principio di solidarietà passiva opera nei limiti previsti dalla disciplina dell’imposta di registro e consente all’Amministrazione di richiedere il pagamento ai soggetti obbligati, salva la successiva regolazione dei rapporti interni.

Norme richiamate

  • Disciplina dell’imposta di registro applicabile agli atti giudiziari

    L’assoggettamento ad imposta riguarda anche i provvedimenti giurisdizionali non definitivi.

    La sentenza, anche se impugnata o ancora impugnabile, deve essere registrata e assoggettata all’imposta. L’eventuale riforma successiva non elimina l’obbligo originario, ma può fondare il diritto al conguaglio o al rimborso.

  • Principio di solidarietà passiva nell’imposta di registro

    Quando più soggetti risultano obbligati al pagamento dell’imposta, l’Amministrazione può rivolgersi ai soggetti individuati dalla legge, nei limiti della relativa disciplina, senza dover attendere la definitività della decisione.

  • Principi costituzionali in materia tributaria

    L’imposizione su una sentenza non definitiva non è di per sé incostituzionale, poiché l’ordinamento prevede strumenti di riequilibrio, quali il conguaglio o il rimborso, dopo la formazione del giudicato.

Massime di principio

  • Una sentenza può essere soggetta a imposta di registro anche se non è ancora definitiva o viene impugnata.
  • L’impugnazione della sentenza, di regola, non sospende automaticamente l’obbligo di registrazione e pagamento dell’imposta.
  • Se la decisione viene successivamente riformata con sentenza passata in giudicato, occorre verificare il diritto al rimborso o al conguaglio dell’imposta pagata.
  • La solidarietà passiva permette all’Amministrazione di richiedere l’imposta a uno qualsiasi dei soggetti obbligati secondo legge, lasciando alle parti la possibilità di regolare internamente la ripartizione dell’onere.
  • La richiesta di registrazione da parte dell’Ufficio giudiziario costituisce normalmente l’attivazione di un obbligo fiscale previsto dalla legge e non implica che la decisione sia irrevocabile.

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